SPORT ED OBBLIGO VACCINALE: ANALISI DI DIRITTO
IL CASO DI PALERMO PER INASPRIRE LA CACCIA AI NOVAX
Non solo il caso della bimba morta a Palermo ha inasprito i social con la guerra tra NOVAX e PROVAX, non solo ha portato alla minaccia dei Carabinieri a caccia dei bambini non vaccinati a scuola, ma adesso si parte anche ad imporre obblighi non obblighi tanto per stringere il cappio sempre di più sulla LIBERA SCELTA DI CURA ed AUTODETERMINAZIONE SULLA PROPRIA SALUTE (e di chi ne facciamo le veci - i figli). Infatti il segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) Tito Barbagiovanni ha dichiarato al quotidiano oblo.it: "Inserire nel certificato medico per l’attività sportiva l’attestazione delle vaccinazioni effettuate". Qui ormai è chiaro che ognuno si senta in grado di potersi alzare una mattina e fare Legge sui cittadini, non tenendo minimamente conto della Legge stessa. Infatti se volesse inserire la Legge Lorenzin ed i suoi 10 vaccini obbligatori nei requisiti per l'idoneità non potrebbe assolutamente farlo. Se poi invece intendeva l'antitetanica (oggi ormai solo in versione trivalente TETANO-PERTOSSE-DIFTERITE) anche qui andiamo incontro a gravissime violazioni di Legge.
L'OBBLIGO VACCINALE NON E' PIU' AMMISSIBILE
Sul perchè non sia più possibile richiedere la vaccinazione agli sportivi lo abbiamo ampiamente dettagliato qui ---> OBBLIGO VACCINALE ED ASSOCIAZIONI SPORTIVE (CONI). Al termine della visita, effettuata dai Medici specializzati in Medicina dello Sport (operanti presso strutture pubbliche, ambulatori convenzionati o studi privati autorizzati) oppure dai Medici della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), il medico rilascia il certificato se tutti i parametri sono nella norma e non è prevista la vaccianzione. Il certificato è valido per un anno dalla data di rilascio. La Federazione non può richiedere altro.
LA MINACCIA DELLA MANCATA ISCRIZIONE SENZA VACCINI
La confusione potrebbe anche derivare dal fatto che sia esistito un vero e proprio “libretto” personale dell’atleta, abbastanza simile per funzione documentale al vecchio libretto di lavoro, anche se con natura e finalità completamente diverse. Quindi come funzionava? Le associazioni consegnavano il libretto sanitario allo sportivo con l'iscrizione, spettava allo sportivo riempirlo ma doveva consegnarlo solo al medico dello sport. Finita la visita di idoneità il medico restituiva il libretto allo sportivo. Quindi possiamo confermare che la segreteria può trattare esclusivamente i dati e la documentazione che è legittimata a trattare per una specifica finalità amministrativa prevista dalla legge o dalla disciplina sportiva ma non può appropriarsi della funzione di valutazione sanitaria spettante al medico.
L'ABUSO DELLA NON IDONEITA' MEDICA SULLA VACCINAZIONE
L'associazione non può negare l'iscrizione ed il medico dello sport NON può emettere un giudizio di non idoneità sulla mancata vaccinazione. Se lo dovesse fare sta commettendo gravissime violazioni di legge. Mi permetto di ricordare che In Italia ed a livello internazionale, lo sport è pienamente riconosciuto come un diritto fondamentale del minore. Non è considerato solo un semplice svago, ma uno strumento essenziale per lo sviluppo della personalità, della salute e dell'integrazione sociale. I cittadini devono sapere che contro un certificato che porta a NON idoneità a causa della mancata vaccinazione, è possibile contestarlo in autotutela con PEC. E' importante imparare a difendersi perchè gli abusi e le violazioni della propaganda vaccinale non sono più accettabili nello Stato di Diritto perchè OGGI TOCCA A NOI! NOI siamo la Resistenza Ontologica: gli unici Custodi dello Stato di Diritto.
Alessandra Ghisla - Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano
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