🟢Petrolio sotto i 100 dollari e bond in recupero: progressi nei colloqui USA-Iran. Nasdaq torna sui massimi storici
Il calo del petrolio torna a guidare i mercati. I prezzi del greggio scendono ancora dopo che Donald Trump ha segnalato progressi nei tentativi diplomatici per mettere fine alla guerra con l’Iran, favorendo gli acquisti sui titoli di Stato e riducendo le preoccupazioni sull’inflazione.
Il Brent perde circa lo 0,6% e scende verso 98,60 dollari al barile, avviandosi verso la serie negativa più lunga dell’ultimo anno. Più marcato il ribasso del WTI, che cede l’1,3% a 89,38 dollari.
👉USA-Iran, Trump: incontro “molto positivo”
Il movimento del petrolio arriva dopo che Trump ha dichiarato che funzionari americani hanno avuto un incontro “molto positivo” con rappresentanti iraniani, mentre Washington intensifica gli sforzi diplomatici per arrivare alla conclusione del conflitto.
Il mercato guarda soprattutto alle possibili conseguenze sull'offerta energetica. Un eventuale cessate il fuoco potrebbe ridurre ulteriormente il premio per il rischio geopolitico incorporato nelle quotazioni del greggio e, soprattutto, attenuare le pressioni inflazionistiche generate nelle ultime settimane dall'impennata dell'energia.
È proprio questo secondo effetto a sostenere questa mattina il mercato obbligazionario.
I bond governativi di Australia e Nuova Zelanda avanzano, con il rendimento del decennale australiano in calo di 5 punti base al 5,25%, mentre salgono anche i future sui Treasury americani. Il mercato cash statunitense aprirà soltanto nella sessione londinese a causa della festività in Giappone.
Dopo che i rendimenti globali hanno raggiunto nelle scorse settimane livelli pluridecennali, un'ulteriore discesa del petrolio potrebbe togliere pressione alle banche centrali proprio mentre la Fed ha riaperto il ciclo dei rialzi dei tassi.
🔥Nasdaq sui massimi storici, continua il tema AI
Sul fronte azionario il quadro rimane positivo, anche se con movimenti più contenuti. L’MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,1%, mentre i future su S&P 500 e Nasdaq 100 sono sostanzialmente invariati. I future sull’Euro Stoxx 50 avanzano dello 0,3%.
A Wall Street il Nasdaq 100 ha però aggiornato ieri i massimi storici, i primi dallo scorso giugno, ancora una volta sostenuto dai semiconduttori e dall'entusiasmo per l'intelligenza artificiale.
Rimane protagonista Muse, il nuovo AI agent di Meta. Shopify è balzata del 7,1% dopo aver annunciato una partnership con Meta, mentre il mercato sta iniziando a interrogarsi anche sui possibili settori penalizzati dalla diffusione degli agenti AI. Ieri le vendite hanno interessato in particolare alcuni titoli finanziari e broker, per il timore che l'intelligenza artificiale possa comprimere commissioni e margini.
Segnale opposto dalla Cina, dove i titoli legati all'AI arretrano dopo indiscrezioni secondo cui le autorità avrebbero aperto un'indagine sulle startup DeepSeek e Moonshot AI per questioni relative alla sicurezza dei dati.
👉Trump-Xi, ora l'attenzione passa al vertice di Washington
L'altro grande appuntamento rimane l'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, previsto questa settimana a Washington.
Le aspettative su un accordo strutturale rimangono contenute. Sul tavolo ci saranno dazi, commercio e le tensioni sulle materie prime critiche, con Stati Uniti e Cina che nelle ultime settimane hanno comunque mantenuto aperto il dialogo.
Per i mercati potrebbe quindi essere importante anche semplicemente la conferma della volontà delle due potenze di evitare una nuova escalation commerciale.
👉Dollaro alla quarta seduta di rialzo, oro in calo
Sul valutario il dollaro continua a rafforzarsi: il Bloomberg Dollar Spot Index sale dello 0,2%, mettendo a segno la quarta seduta consecutiva positiva.
L’euro scende dello 0,2% a 1,1424 dollari, mentre lo yen perde lo 0,2% a 157,67 per dollaro.
Gli investitori attendono oggi anche un intervento del governatore Fed Michael Barr, alla ricerca di indicazioni sulla traiettoria dei tassi dopo che altri esponenti della banca centrale hanno avvertito che le pressioni inflazionistiche potrebbero rimanere persistenti.
L'oro perde lo 0,7% a circa 4.330 dollari l'oncia, mentre Bitcoin sale a circa 86.600 dollari.