Il volo di test precedente aveva segnato il debutto della nuova generazione V3 di Starship e Super Heavy, tra risultati incoraggianti e problemi da correggere. Ora tocca a IFT-13 dimostrare se le correzioni funzionano: il lancio è previsto nella notte italiana tra il 16 e il 17 luglio, con finestra che si apre alle 00.45 e resta valida fino alle 2.15.
Gli obiettivi ricalcano in gran parte quelli del volo precedente, con una novità assoluta: per la prima volta Starship porterà con sé satelliti Starlink di nuova generazione, i V3.
Il Super Heavy dovrà completare lancio, ascesa, separazione degli stadi, boostback burn e atterraggio controllato in un punto di ammaraggio al largo, nel Golfo del Messico. Sul volo precedente, piccole differenze nell'accensione dei motori della Ship al momento della separazione avevano fatto sbagliare di circa 90 gradi la direzione del flip del booster; la sequenza di accensione è stata ora resa più robusta rispetto a queste variazioni temporali. Sempre nel volo scorso, durante il boostback burn 5 dei 33 motori del booster avevano avuto problemi di riaccensione, interrompendo la manovra in anticipo: per questo test arrivano modifiche hardware per migliorare l'affidabilità delle riaccensioni, insieme ad allarmi e abort dei motori tarati sulle condizioni osservate con più motori accesi insieme.
Per la Ship, gli obiettivi principali sono il rilascio di 20 satelliti Starlink V3, la riaccensione di un singolo motore Raptor nello spazio e un nuovo rientro controllato con ammaraggio nell'Oceano Indiano. Anche qui arrivano correzioni: circa 40 secondi dopo la separazione, sul volo precedente la Ship aveva perso uno dei tre motori Raptor ottimizzati per il vuoto, dimostrando comunque di riuscire a completare la traiettoria suborbitale prevista anche con un motore in meno. Il sistema propulsivo ha ricevuto modifiche per affrontare le cause di quel guasto, con ulteriori miglioramenti di affidabilità già pianificati per le prossime versioni del Raptor.
I satelliti Starlink V3, mai portati in volo prima d'ora, puntano ad ampliare in modo significativo la capacità della rete e la velocità per gli utenti. Una volta rilasciati, i 20 satelliti dovranno estendere pannelli solari e antenne e tenteranno il collegamento con le stazioni di terra in Sudafrica e con il resto della costellazione tramite link laser ad alta capacità, seguendo la stessa traiettoria suborbitale della Ship (e quindi destinati a rientrare in atmosfera poco dopo). Sei di questi satelliti sono equipaggiati con un set di videocamere per scansionare lo scudo termico della Ship e trasmettere le immagini a terra: alcune piastrelle sono state dipinte di bianco apposta per simulare l'assenza di scudo termico e fare da bersaglio per l'imaging. Sullo scudo termico ci saranno anche altri esperimenti: nuove piastrelle applicate sul lato metallico delle alette posteriori, oltre a piastrelle e sistemi di fissaggio modificati nella zona che copre la gonna posteriore, per raccogliere dati su diverse soluzioni di ancoraggio. Sono state aggiunte anche piastrelle con sensori di carico, per misurare le sollecitazioni nella fase di ascesa: la Ship affronterà infatti una pressione dinamica più alta rispetto ai voli precedenti, conseguenza dell'aumento della capacità di carico verso l'orbita.
La diretta partirà circa 30 minuti prima del decollo, sul sito di SpaceX (spacex.com/launches/starship-flight-13) e sul profilo twitter di SpaceX. Come sempre per questo tipo di voli di test, il programma resta soggetto a variazioni.