Sulla sostenibilità economica dei modelli di intelligenza artificiale aperti rispetto a quelli proprietari.
L'evoluzione nel settore procede con un'accelerazione che fa girare la testa.
E sembra prospettarsi una possibilità inquietante per molti: ovvero che cedere la proprietà intellettuale tramite licenze commerciali sia un modello di business nettamente più profittevole e scalabile rispetto alla vendita diretta dell'accesso al modello tramite le proprie infrastrutture cloud o abbonamenti B2C, come avviene in gra parte ora.
Prendiamo il modello adottato da OpenAI o Anthropic.
La gestione dell'infrastruttura rappresenta un costo colossale. Mantenere i server richiede investimenti miliardari in hardware, energia e manutenzione.
Inoltre la vendita di abbonamenti a prezzo fisso rischia di portare le aziende in perdita quando gli utenti consumano più risorse di quante ne paghino. E l'uso di risorse per utente è in aumento.
Con questo modello di business, chi sviluppa il modello si fa carico di tutto il rischio operativo e logistico.
Ma c'è un'alternativa.
Il modello basato sulle licenze in realtà esternalizza l'infrastruttura. Le società AI creano il modello e lo rilasciano, imponendo il pagamento di licenze commerciali a chiunque voglia utilizzarlo oltre una certa soglia di volume, o per rivenderlo.
In questo modo si generano entrate ad altissimo margine, puro profitto, senza dover sostenere i costi dei data centre, perchè la gestione e i relativi costi delle risorse di calcolo ricadono interamente sui clienti.
Grandi aziende come Microsoft, Amazon o Google investono miliardi nell'AI, ma in realtà gran parte di questo capitale è vincolato al riacquisto di servizi cloud erogati dalle stesse Big Tech.
Per loro è impossibile passare a un modello aperto senza compromettere il ritorno economico dei propri investitori, i cui profitti derivano direttamente dal fatto che le startup siano costrette a consumare enormi quantità di potenza di calcolo sulle loro piattaforme cloud.
Ovviamente questa è una bella teoria, ma se avessi soldi investiti in società di AI tradizionali non dormirei sonni tranquilli. Non è un consiglio finanziario, se conoscessi il futuro sarei triliardario come Musk (ma conosce il futuro? comincio a pensarlo...).
➡️ Un nutrizionista italiano in Australia: t.me/italiaaustralia