👉Petrolio in picchiata sul dialogo USA-Iran. Nuovo intervento sullo yen, Kospi -5,1%, MPS -3,5% in preapertura
La settimana si apre con un deciso cambio di sentiment sui mercati. L'annuncio di nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran riduce il premio per il rischio sul petrolio, mentre l'attenzione resta concentrata anche sul cambio dollaro/yen dopo il clamoroso intervento congiunto tra Washington e Tokyo della scorsa settimana.
🛢 Il Brent perde oltre il 7%, mentre il WTI scivola sotto gli 80 dollari dopo che Donald Trump ha annunciato l'avvio di nuovi negoziati con l'Iran. Il mercato interpreta la notizia come un possibile passo verso la riapertura dello Stretto di Hormuz, riducendo il rischio di interruzioni dell'offerta.
Il calo del greggio favorisce anche il comparto obbligazionario: il rendimento del Treasury decennale americano arretra al 4,69%, mentre l'oro risale leggermente sopra i 4.060 dollari l'oncia.
🇯🇵 Giappone: continua la battaglia sullo yen
Prosegue il sostegno delle autorità alla valuta giapponese. Il Ministero delle Finanze ha confermato l'intervento congiunto con il Tesoro americano, il primo dopo quindici anni, ribadendo che USA e Giappone sono pronti a intervenire nuovamente in caso di movimenti disordinati del cambio.
Lo yen torna a rafforzarsi, mentre il mercato continua a valutare anche la possibilità di un rialzo dei tassi della Bank of Japan nei prossimi mesi.
📉 Dopo lo straordinario recupero di venerdì scorso guidato dai semiconduttori, il Kospi chiude oggi in ribasso del 5,1%, con nuove vendite sui principali titoli tecnologici. Futures USA in rialzo dello 0,75% e aperture europee attese in positivo tra lo 0,7 e 0,9%.
🔌 Prysmian accelera ancora negli Stati Uniti
Prysmian ha annunciato l'acquisizione della statunitense Atkore per 95 dollari per azione, operazione dal valore complessivo di circa 3,8 miliardi di dollari.
L'operazione rafforza ulteriormente la presenza del gruppo italiano nel mercato nordamericano dopo le recenti acquisizioni di Encore Wire e Channell.
❗️RISIKO BANCARIO | Banco BPM chiude la porta a MPS. Ora Siena valuta una controffensiva
Il risiko bancario italiano torna ad animarsi dopo che Banco BPM ha interrotto ufficialmente le trattative con Monte dei Paschi di Siena, ritenendo che, dopo oltre due mesi di confronto, non esistessero più le condizioni per raggiungere un accordo su una fusione condivisa.
La decisione rafforza indirettamente l'OPS lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi, che rimane al momento l'operazione industriale più concreta sul tavolo.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, tuttavia, l'amministratore delegato di MPS Luigi Lovaglio starebbe valutando una possibile controffensiva su Banco BPM, ipotizzando anche un dialogo diretto con Crédit Agricole, primo azionista della banca milanese con una quota vicina al 30%, per favorire un'eventuale aggregazione.
Nel frattempo, La Stampa riferisce che il Ministero dell'Economia sarebbe intenzionato a completare entro fine settembre la cessione della quota residua detenuta in Monte dei Paschi.
La giornata si preannuncia quindi particolarmente interessante per il comparto bancario italiano, con riflettori puntati su Monte dei Paschi, Banco BPM e Intesa Sanpaolo, ma anche sugli altri protagonisti del consolidamento come Mediobanca, BPER, Unipol e Generali.