⚠️ ITALIA SORPASSA LA FRANCIA: DA “MALATO D’EUROPA ”A MOTORE DI CRESCITA❗️
Redazione Servicematica
🔴 L’Italia ha superato la Francia in termini di crescita del PIL pro capite, consumi e investimenti, abbandonando il ruolo di “malato d’Europa” per diventare un motore di crescita. Sebbene la Francia presenti un carico fiscale superiore (45,2% del PIL) e una crisi politica che ha portato alle dimissioni del premier Bayrou, l’Italia beneficia di un tasso di disoccupazione inferiore di due punti percentuali e di un export maggiore di 33 miliardi di dollari. Tra il 2019 e il 2024, il PIL reale italiano è cresciuto del 5,8% (+7,2% pro capite), superando la Francia (+4,3%) e la Germania (0%), grazie a misure di sostegno e investimenti PNRR/ZES. Persistono tuttavia sfide strutturali come bassa occupazione femminile, burocrazia e costi energetici, e l’economia italiana rischia ricadute negative dai dazi USA e dalle difficoltà dei principali partner commerciali.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il nostro Paese non è più considerato il grande “malato d’Europa” e gli italiani non sono più i maggiori tartassati tra i cittadini dell’Area Euro.
🔹️ Attualmente, tale primato negativo spetta alla Francia, che sta attraversando una crisi politica, sociale ed economica molto preoccupante. In termini di crescita del Pil pro capite, consumi e investimenti, l’Italia ha ampiamente superato la Francia nel corso di quest’anno.
🔹️ Quest’ultima ci precede esclusivamente per quanto concerne il carico fiscale.Tale risultato, però, non può certo essere un motivo di vanto.
🔹️ Anzi. Con un prelievo fiscale pari al 45,2 per cento del Pil, è come se lo scorso anno i contribuenti francesi avessero versato complessivamente 57 miliardi di euro di tasse/contributi in più rispetto a noi italiani[1].
🔹️ Un importo da far tremare i polsi. Tra tutti i paesi dell’Area Euro nessun altro conta una pressione fiscale superiore a quella francese.
🔹️ Sebbene le famiglie d’oltralpe con figli beneficino di un sistema fiscale ancora favorevole, il prelievo fiscale ha toccato livelli che in Italia non abbiamo mai raggiunto. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA.
🔹️ Ricordiamo, inoltre, che rispetto ai nostri cugini transalpini abbiamo due punti percentuali di disoccupazione in meno[2], l’anno scorso il nostro export è stato superiore di oltre 33 miliardi di dollari[3], lo spread è ai minimi storici e la situazione dei nostri conti pubblici è in netto miglioramento.
🔹️ Per contro, l’aumento del deficit e del debito pubblico francese hanno causato nelle settimane scorse le dimissioni del primo ministro François Bayrou, che è stato il terzo premier a lasciare l’incarico in poco più di un anno. Sia chiaro: i problemi strutturali del nostro Paese sono ancora molto diffusi.
🔹️ Sarebbe scorretto non riconoscerlo. Segnaliamo, ad esempio, che abbiamo il tasso di occupazione femminile più basso dell’UE, così come il saggio più basso di crescita delle retribuzioni medie, senza contare che in questi ultimi anni si sono accentuate le disuguaglianze sociali.
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