📒Recensione del romanzo "SOLDATI DI SALAMINA" di JAVIER CERCAS
📌TRAMA
"Spagna, ultimi mesi della guerra civile. Durante la ritirata delle truppe repubblicane verso la frontiera francese, viene presa la decisione di fucilare un gruppo di prigionieri franchisti. Tra loro si trova Rafael Sánchez Mazas, fondatore e ideologo della Falange. Riuscito a scampare alla fucilazione di massa, Sánchez Mazas si nasconde in un bosco. Un miliziano lo raggiunge, lo riconosce, ma lo lascia fuggire, di fatto graziandolo. Nel 1944 un giornalista viene per caso a conoscenza di questa storia. La figura di Sánchez Mazas, scrittore e poeta, e il mistero del miliziano che gli fa la grazia della vita lo affascinano. È l'inizio un'avventura fatta di ricerca delle fonti, interviste a testimoni, momenti di sconforto, di speranza, di commozione... Con una perfetta simbiosi tra realtà e finzione, Javier Cercas intreccia cronaca e interpretazione dei fatti e, trascinando il lettore verso un finale emozionante, riconferma che la realtà è più sorprendente del romanzesco e che la Storia è fatta anche del sacrificio misconosciuto dei singoli."
🖍RECENSIONE
⭐️ 5/5
Libro bellissimo e brillante: autofiction-romanzo-saggio storico-inchiesta di altissimo livello con una trama che ad un certo punto somiglia quasi ad un thriller.
Personaggi ben riusciti, dall'ambiguo protagonista Sanchez Mazas ad Antoni Miralles che incarna la dignità dei vinti, ma che grazie a quest'opera si riappropria della Storia (con la esse maiuscola) quando stava per morire.
Ci si interroga sulla memoria collettiva e sul senso sociale del perdono. Il momento clou è il perdono inspiegabile del miliziano che "salva" Sanchez Mazas dalla morte. È un gesto che va oltre l'appartenenza politica: in quel momento, davanti alla morte, l'ideologia cede il passo al sentimento umano. È la vittoria della pietas sulla barbarie della guerra.
✳️Cit: "In quanto alla patria, non si sa di preciso cosa sia. O forse è soltanto un rozzo pretesto per giustificare ogni canagliata"
🖍by Tonino Deogratias
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