⚠️ GLI ARSENALI VUOTI DELL’IMPERO E IL PIENO CHE NON POSSIAMO PIÙ PAGARE
Mario Sommella
🔴 L'analisi critica le scorte militari USA esaurite dalla guerra, evidenziate dai dati del CSIS: consumati oltre 850 missili Tomahawk, l'80% degli intercettori THAAD e la metà dei Patriot, con capacità produttive insufficienti per il riarmo. La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran e gli attacchi a basi in Medio Oriente hanno compromesso le infrastrutture energetiche e di sicurezza occidentali, costringendo alla firma della Convenzione della Mecca per una difesa comune tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. In Italia, le famiglie e le imprese affrontano un aumento del 16% sui costi energetici per circa 29 miliardi di euro nel 2026. Nonostante la crisi strategica e la scarsità di munizioni, l'impero USA adotta una postura più nervosa e continua ad approvare il più grande bilancio militare della sua storia.
Sommario ⬆️
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⏹️ Il 19 luglio, alla base aerea di Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stato ucciso il sergente Michael Emmanuel Swinton, trent’anni, di Fayetteville, North Carolina.
🔸️ Il suo nome si è aggiunto in poche settimane a quelli di James Feehan, Isabella Gonzales e Angel Rampersad, caduti fra Iraq e Giordania.
Dall’inizio della guerra i militari statunitensi uccisi sono almeno diciotto, ai quali vanno aggiunte decine di vittime nei Paesi che ospitano le basi.
🔸️ Nel Mar Arabico, la portaerei Abraham Lincoln naviga ininterrottamente da oltre nove mesi. I familiari dell’equipaggio hanno raccontato alla stampa americana docce ammuffite, servizi igienici rotti, lavanderie ferme, penuria di sapone e dentifricio, turni che non finiscono mai.
🔸️ All’inizio di agosto un marinaio è finito in acqua: è stato recuperato entro un’ora e la Marina ha classificato l’episodio come emergenza di salute mentale, negando però che vi sia un aumento dei casi. È servita la lettera formale di un senatore per chiedere quanti siano davvero.
🔸️ L'intervista dell’economista Joseph Halevi rilasciata a TheDotCultura, parla apertamente di sconfitta strategica americana. Halevi è uno degli analisti più lucidi del capitalismo contemporaneo e la sua tesi di fondo regge.
🔸️ Proprio perché regge, però, merita di essere verificata riga per riga, distinguendo ciò che i documenti provano da ciò che resta ipotesi. Alcune sue cifre vanno corrette. Le correzioni, come vedremo, non indeboliscono l’argomento: lo rendono più difficile da liquidare.
🔸️ Il Center for Strategic and International Studies di Washington ha pubblicato due studi firmati da Mark Cancian, colonnello dei Marines in congedo, e da Chris Park: uno il 21 aprile, alla tregua, l’altro il 27 maggio.
🔸️ I numeri sono questi. Durante la campagna aerea denominata Epic Fury sono stati lanciati oltre ottocentocinquanta missili Tomahawk, secondo alcune stime più di mille.
🔸️ Alla tregua di aprile gli Stati Uniti avevano consumato circa metà degli intercettori THAAD, quasi metà dei Patriot e intorno al trenta per cento dei Tomahawk. Valutazioni successive, riprese in agosto, portano la percentuale di THAAD consumati fino all’ottanta per cento.
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Riassunto punti salienti
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