⚠️ SANITÀ PUBBLICA SEMPRE PIÙ IN AFFANNO: 5,8 MILIONI DI ITALIANI RINUNCIANO ALLE CURE MENTRE LA SPESA SCENDE Silvano Freddo
🔴 Secondo un'analisi della Fondazione Gimbe, nel 2024 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure sanitarie pubbliche, mentre la spesa pubblica si è fermata al 6,2% del Pil, nettamente inferiore alla media Ocse (7,1%). Il presidente Nino Cartabellotta attribuisce il fenomeno a un sottofinanziamento strutturale in crescita dal 2011, che ha creato un divario di circa 36,1 miliardi di euro rispetto ad altri Paesi europei (es. Germania: 11% del Pil; 3.952 $/abitante in Italia vs 4.861 $ media Ocse). La questione ha scatenato uno scontro politico in vista della Legge di Bilancio 2027: l'opposizione accusa il Governo Meloni di aver ripreso il definanziamento, mentre il sottosegretario Marcello Gemmato rassicura annunciando un aumento del Fondo sanitario (18 miliardi negli ultimi tre anni, 6,3 miliardi per l'anno corrente). I sindacati medici chiedono non solo più risorse, ma anche una migliore gestione degli stessi fondi per migliorare l'accessibilità. Sommario ⬆️ -------------------------------------- ⏹️ La sanità pubblica italiana perde terreno e cresce il numero delle persone costrette a rinunciare a visite ed esami.
🔸️ Nel 2024 sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, mentre la spesa pubblica per la salute continua a rimanere sotto i livelli degli altri principali Paesi europei.
🔸️ A fotografare la situazione è un’analisi della Fondazione Gimbe, realizzata sulla base dei dati Ocse, in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027.
🔸️ Secondo il rapporto, lo scorso anno la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,2% del Pil, in lieve calo rispetto al 6,3% dell’anno precedente.
🔸️ Un dato che colloca l’Italia nettamente al di sotto della media dei Paesi Ocse e dell’area europea, entrambe ferme al 7,1% del Pil.
🔸️ Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, il problema è legato a un progressivo indebolimento delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale.
🔸️ «Il sottofinanziamento pubblico è una criticità strutturale che ha indebolito il servizio sanitario nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale», ha dichiarato.
🔸️ Una situazione che, secondo Cartabellotta, ha conseguenze dirette sulle famiglie: «Il risultato è l’impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone».
🔸️ Il confronto internazionale evidenzia un divario sempre più ampio. Nella spesa sanitaria pubblica rapportata al Pil, l’Italia si trova dietro a 14 Paesi europei dell’area Ocse, con un distacco particolarmente significativo rispetto ad alcune grandi economie.
🔸️ La Germania, ad esempio, destina alla sanità pubblica circa l’11% del Pil, quasi cinque punti percentuali in più rispetto all’Italia. Il divario è di circa tre punti rispetto a Paesi come Francia, Svezia e Regno Unito.
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