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Politico — September 2026

What Telegram channels wrote about Politico in September 2026: 230 posts from 173 channels, collected automatically from public Telegram channels.

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⚠️ SANITÀ PUBBLICA SEMPRE PIÙ IN AFFANNO: 5,8 MILIONI DI ITALIANI RINUNCIANO ALLE CURE MENTRE LA SPESA SCENDE Silvano Freddo

🔴 Secondo un'analisi della Fondazione Gimbe, nel 2024 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure sanitarie pubbliche, mentre la spesa pubblica si è fermata al 6,2% del Pil, nettamente inferiore alla media Ocse (7,1%). Il presidente Nino Cartabellotta attribuisce il fenomeno a un sottofinanziamento strutturale in crescita dal 2011, che ha creato un divario di circa 36,1 miliardi di euro rispetto ad altri Paesi europei (es. Germania: 11% del Pil; 3.952 $/abitante in Italia vs 4.861 $ media Ocse). La questione ha scatenato uno scontro politico in vista della Legge di Bilancio 2027: l'opposizione accusa il Governo Meloni di aver ripreso il definanziamento, mentre il sottosegretario Marcello Gemmato rassicura annunciando un aumento del Fondo sanitario (18 miliardi negli ultimi tre anni, 6,3 miliardi per l'anno corrente). I sindacati medici chiedono non solo più risorse, ma anche una migliore gestione degli stessi fondi per migliorare l'accessibilità. Sommario ⬆️ -------------------------------------- ⏹️ La sanità pubblica italiana perde terreno e cresce il numero delle persone costrette a rinunciare a visite ed esami.

🔸️ Nel 2024 sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, mentre la spesa pubblica per la salute continua a rimanere sotto i livelli degli altri principali Paesi europei.

🔸️ A fotografare la situazione è un’analisi della Fondazione Gimbe, realizzata sulla base dei dati Ocse, in vista dell’avvio del confronto sulla Legge di Bilancio 2027.

🔸️ Secondo il rapporto, lo scorso anno la spesa sanitaria pubblica italiana si è fermata al 6,2% del Pil, in lieve calo rispetto al 6,3% dell’anno precedente.

🔸️ Un dato che colloca l’Italia nettamente al di sotto della media dei Paesi Ocse e dell’area europea, entrambe ferme al 7,1% del Pil.

🔸️ Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, il problema è legato a un progressivo indebolimento delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale.

🔸️ «Il sottofinanziamento pubblico è una criticità strutturale che ha indebolito il servizio sanitario nazionale e compromesso l’esigibilità di un diritto fondamentale», ha dichiarato.

🔸️ Una situazione che, secondo Cartabellotta, ha conseguenze dirette sulle famiglie: «Il risultato è l’impoverimento e indebitamento delle famiglie, fino alla rinuncia a esami diagnostici e visite specialistiche: un fenomeno che nel 2024 ha riguardato 5,8 milioni di persone».

🔸️ Il confronto internazionale evidenzia un divario sempre più ampio. Nella spesa sanitaria pubblica rapportata al Pil, l’Italia si trova dietro a 14 Paesi europei dell’area Ocse, con un distacco particolarmente significativo rispetto ad alcune grandi economie.

🔸️ La Germania, ad esempio, destina alla sanità pubblica circa l’11% del Pil, quasi cinque punti percentuali in più rispetto all’Italia. Il divario è di circa tre punti rispetto a Paesi come Francia, Svezia e Regno Unito.

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Sep 8, 02:49 PMMore from @demgiulib

⚠️ IL MERCATO NON È LA NOSTRA PATRIA❗️ Apostolos Apostolou

🔴 L'articolo di Apostolos Apostolou critica l'ultraliberalismo, distinguendolo dal moderato neoliberismo, sostenendo che il mercato non debba essere il criterio supremo di ogni aspetto sociale, politico e culturale. L'autore evidenzia come l'assolutizzazione del mercato riduca lo Stato a ostacolo, ignorando le disuguaglianze strutturali che rendono la libertà economica diversa dalla libertà sociale reale, poiché chi possiede capitale assorbe meglio le crisi rispetto a chi dipende dallo stipendio o dai servizi pubblici. La tesi centrale è che l'uomo è essenzialmente comunitario e non un individuo autosufficiente; trasformare i problemi sociali in responsabilità individuali mentre si indeboliscono le strutture di sostegno crea un paradosso dove le condizioni di partenza determinano le opportunità. La conclusione invita a scegliere un'economia che rimanga strumento del bene comune e non padrona della comunità, tutelando famiglia, lavoro e servizi essenziali, affermando che il mercato è un mezzo mentre la comunità e l'uomo sono il fine. Sommario ⬆️ ------------------------------------- ⏹️ Ci hanno raccontato per anni che il mercato avrebbe liberato l’uomo. Meno Stato. Meno regole. Meno vincoli. Più concorrenza. Più iniziativa privata. Più libertà.

🔸️ Una parte di questa promessa era fondata. Il mercato, quando funziona dentro regole chiare, può creare ricchezza, innovazione e opportunità. L’iniziativa individuale non è un problema da correggere: è una delle forze che fanno avanzare una società.

🔸️ Il problema nasce quando il mercato smette di essere uno strumento e pretende di diventare il criterio di ogni cosa. È questo il passaggio dal neoliberismo all’ultraliberalismo. E le conseguenze non sono soltanto economiche. Sono sociali. Sono politiche. Sono culturali.

🔸️ Sono, in ultima analisi, conseguenze che riguardano l’idea stessa di uomo e di comunità. Nel modello neoliberista lo Stato veniva ridimensionato, ma non cancellato.

🔸️ Doveva garantire le regole del gioco, intervenire nelle crisi, assicurare alcune forme di protezione sociale. Nella versione più radicale dell’ultraliberalismo, invece, lo Stato viene sempre più rappresentato come un ostacolo.

🔸️ Tasse troppo alte? Ridurle. Regole troppo severe Eliminarle. Servizi pubblici costosi? Privatizzarli. Protezione del lavoro? Flessibilizzarla. Spesa sociale? Tagliarla.

🔸️ Il principio diventa apparentemente semplice: ciò che può essere affidato al mercato deve essere affidato al mercato. Ma la domanda decisiva è un’altra: chi protegge il cittadino quando il mercato fallisce?

🔸️ Perché il mercato può fallire. E quando fallisce, non fallisce allo stesso modo per tutti. Chi possiede capitale può assorbire una crisi. Chi vive del proprio stipendio spesso no. Chi possiede una casa può affrontare un aumento dei costi.

🔸️ Chi vive in affitto può essere costretto a scegliere tra abitazione, consumi essenziali e risparmio. Chi può pagare una prestazione sanitaria privata può ridurre i tempi di attesa. Chi non può permettersela deve affidarsi interamente al sistema pubblico. La libertà economica, dunque, non produce automaticamente libertà sociale.

🔸️ Uno dei miti più potenti dell’ultraliberalismo è quello dell’individuo completamente autosufficiente. Ognuno è responsabile del proprio successo. Ognuno deve investire su se stesso. Ognuno deve essere competitivo. Ognuno deve adattarsi. Ognuno deve reinventarsi.

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Sep 8, 12:17 PMMore from @demgiulib

🛡🇷🇺НАТО ПЫТАЕТСЯ ЗАЩИТИТЬСЯ ОТ РОССИЙСКИХ АТОМНЫХ ПОДВОДНЫХ ЛОДОК БЕЗ США

⚫️В Исландии проходят учения "Northern Viking". Союзники пытаются отработать механизм обнаружения российских подводных лодок.

🗣"Отсутствие американских кораблей или самолетов удивительно для учений, которые Соединенные Штаты проводят уже несколько десятилетий. И хотя американцы не совсем исчезли – подразделения военно-морского флота США строят новые сооружения в военной зоне аэропорта Кефлавик и оказывали помощь в планировании, – другие союзники по НАТО играют более важную роль", - пишет Politico. ⚫️По словам представителя Альянса Тимоти Питрака, маневры демонстрируют готовность НАТО защищать территорию союзников и действовать там, где этого требуют интересы безопасности.

🗣"Если россиянам удастся контролировать доступ к проливу и пропускать свои подводные лодки через него, то они получат полную свободу действий в Атлантике, и, следовательно, будут держать под угрозой базы по обе стороны океана", - заявил высокопоставленный представитель Альянса.

Источник

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Politico рассказывает детали о крушении группы по обороне, которую готовила Каллас: ПОЧЕМУ РАЗВАЛИЛАСЬ ОБОРОНИТЕЛЬНАЯ ГРУППА КАЛЛАС: Планы Кайи Каллас по созданию экспертной оборонной группы ЕС провалились после того, как Рим и другие столицы обвинили ее команду в неспособности проконсультироваться с правительствами и предупредили о риске конфликта с НАТО, как сообщили четыре дипломата ЕС изданию Playbook и Якопо Баригацци . Отмена встречи , объявленная менее чем за 48 часов до запланированного запуска группы , стала новым ударом для главного дипломата блока, которая и без того находится в состоянии конфликта с Европейской комиссией Урсулы фон дер Ляйен по вопросам внешней политики ЕС, поскольку блок сталкивается с растущей российской угрозой и отступлением США. Это также ставит Каллас в противоречие со столицами, которые должны быть ее основным электоратом. Присмотритесь внимательнее: запуск был заявлен как событие высокого уровня, приглашения были разосланы за несколько недель до этого. Однако, по словам дипломатов, ряд стран, особенно Италия, заявили, что им не была предоставлена достаточная информация о группе или ее мандате. Дипломатам была предоставлена анонимность, поскольку речь шла о конфиденциальных переговорах. Этого оказалось недостаточно: Каллас проинформировал министров обороны ЕС о плане во время вступительной речи на встрече в Ирландии на прошлой неделе. Но этого сочли недостаточным — отчасти потому, что некоторые страны направили на встречу чиновников более низкого ранга. «На встречах министров обороны и иностранных дел не было должного обсуждения этого вопроса», — сказал один дипломат. «Поэтому возникло удивление и некоторое раздражение». Разъяренный: Министр обороны Италии Гвидо Крозето «возглавил атаку» против этой инициативы и был «очень расстроен» тем, что Роберта Пинотти , бывший министр обороны Италии, была выбрана в эту группу без его ведома, сообщил другой дипломат. Возражение: Итальянский чиновник заявил в сообщении, переданном изданию Jacopo, что несколько министров выразили Калласу «серьезную озабоченность» по поводу этой инициативы, ссылаясь на «как методологию, так и содержание». В выходные несколько стран подготовили письмо, призывающее верховного представителя отменить запуск инициативы и представить ее на рассмотрение на предстоящей встрече, но письмо было отозвано после отмены мероприятия. 99 проблем: По словам дипломатов, к другим проблемам группы относилось отсутствие представительства ряда стран, а также Комиссии. Официальные лица также отметили риск дублирования работы с существующей политической деятельностью, включая деятельность НАТО, и стратегией безопасности ЕС, разрабатываемой совместно Комиссией и Европейской службой внешних действий Калласа. Выхода нет: по словам другого дипломата, в ходе обмена мнениями между национальными дипломатами в выходные дни был сделан вывод о том, что для этой инициативы «нет зоны комфорта». Всё кончено: группа не будет воссоздана, заявил один высокопоставленный чиновник ЕС изданию Jacopo. Доклад о будущем оборонной политики ЕС, подготовленный бывшим главой НАТО Андерсом Фог Расмуссеном , который должен был возглавить группу, также был отложен. Разочарование: «Украинское правительство праздновало создание этой группы», — заявил высокопоставленный украинский чиновник Веронике Мелкозеровой из POLITICO. В итоге: этот эпизод обнажает углубляющиеся разногласия по поводу того, кто имеет право принимать решения во внешней политике ЕС, и знаменует собой непростое начало для нового генерального секретаря Европейской службы внешних действий Кайсы Оллонгрен , которая приступила к своим обязанностям на прошлой неделе.

Sep 8, 06:59 AMMore from @fyodork

INDOVINA CHI VINCE, SE A PIANGERE È ROMANO PRODI

Bingo: se a piangere è Romano Prodi, vuol dire che quello di Alternative für Deutschland è davvero un colpo grosso. Titola infatti “Repubblica”: «Prodi: “Afd fatto colossale, mai accaduto dal ’45. L’Europa è in pericolo». Aggiunge l’ex premier: «Il voto segue l’autoritarismo mondiale che da Trump a Putin sta erodendo lentamente le nostre democrazie». Sembrano le battute (comiche, paradossali) di un film grottesco. Il bue che dà del cornuto all'asino. Proprio lui, Prodi il cannibale, il demolitore dell'Iri che teneva in piedi l'Italia. Lui, il ferocissimo global-privatizzatore agli ordini dei poteri oscuri mondiali che lo spostarono da Palazzo Chigi a Bruxelles, alla Goldman Sachs, ai santuari del tecno-capitalismo dittatoriale cinese.

Se non ci fosse, Prodi bisognerebbe inventarlo (insieme ai giornalisti che fingono di non sapere chi è, veramente). Quando ancora scalava le retrovie della Dc, escogitò la graziosa storiella della seduta spiritica per far scovare, in via Gradoli, lo sventurato Aldo Moro. Poi arrivarono i tempi gloriosi della distruzione della quarta potenza industriale del mondo: grazie a Prodi, l'Italia andava rimessa in riga e declassata al rango di ruota di scorta. Missione compiuta, come sappiamo. Servo di mille padroni, il bolognese è stato spedito alla Commissione Europea: non per comandare, ma per obbedire. Sì, era presidente, ma non aveva la minima idea di tutti i provvedimenti che la Commissione licenziava.

Presidente-fantoccio, l'eurocrate Prodi: lo ammise lui stesso intervistato da Paolo Barnard su “Report”, quando il programma della Gabanelli era ancora una cosa seria. Nel suo pamplet “Il più grande crimine”, uscito nel 2010 e poi aggiornato l'anno seguente, Barnard riserva proprio a Prodi un posto d'onore: quello che spetta ai grandi traditori, ai lupi travestiti da agnelli. In effetti toccò a lui raccontare che, con l'euro, saremmo diventati più ricchi lavorando un giorno in meno. Fu sempre lui a dare il benvenuto alla moneta unica volutamente malcostruita fino a quel punto, fatta apposta per mettere in ginocchio l'Europa. Prodi, il difensore del finto europeismo: quella specie di funesta teologia politico-economica è servita intanto a sequestrare sovranità e democrazia, trasformando il vecchio continente in un peso piuma mondiale.

Il signore che oggi si permette di criticare Trump e Putin, come se Usa e Russia fossero lo stesso sistema politico (e come se fossero stati loro, a farci del male), è uno dei diligenti fabbricatori dell'attuale Ue “matrigna”, dove il popolo vota solo per il Parlamento Europeo, che non ha voce in capitolo, mentre le decisioni, tramite il Consiglio d'Europa, le prendono i maggiori governi, ben controllati dalle solite oligarchie. Poi tutto viene ratificato dalla Commissione, con gli opportuni aggiustamenti “consigliati” dalle migliaia di lobbysti che affollano Bruxelles. Nel frattempo l'economia crolla, l'Europa resta senza energia e scompare dal mappamondo, mentre i nano-leader europei predicano la guerra obbedendo agli Usa e al nuovo padrone della nostra sicurezza informatica: Israele, che nel frattempo stermina i palestinesi.

Il minimo che possa capitare, di fronte a una simile catastrofe, è che si corra a votare per il primo Giamburrasca che promette di farlo saltare, quel banco truccato e maleodorante, gestito da un branco di mafiosi. Sicché, i sonori ragli del professor Prodi (massone occulto e militante in circuiti iniziatici ultra-reazionari, ci informa Gioele Magaldi) sono un'ulteriore conferma del carattere dolorosamente salutare del terremoto elettorale tedesco. Un'intera élite verrebbe accompagnata alla porta: Merz che viene da BlackRock, Macron dalla filiera Rothschild, l'inglese di turno dalla City di Londra. Ci sarebbe da brindare, e invece gli allarmisti a corto di fantasia si uniscono a Prodi: siamo tornati a Weimar, strillano; vedrete, tra un po' rispunterà un caporale coi baffetti.

⚠️ VITTORIA DI AfD IN SASSONIA. COSA SI INVENTERANNO GLI EUROFILI? Martino Dettori

🔴 L'autore sostiene che i cittadini europei voterebbero quasi sempre contro l'UE se fossero direttamente consultati, motivo per cui le élite preferiscono evitare referendum sovranazionali. Il recente successo elettorale dell'AfD in Sassonia-Anhalt, che ha ottenuto quasi il 44% dei voti, è presentato come un'indicazione del dissenso della popolazione tedesca verso le politiche attuali su economia, energia e immigrazione. L'articolo avverte che la vittoria dell'AfD, percepita come una minaccia dal sistema eurofilo, scaturirà probabili manovre di delegittimazione, etichette di "estrema destra" e tentativi di escludere il partito dal potere, parallelamente a quanto avverrebbe per Marine Le Pen in Francia o Vannacci in Italia. L'analisi conclude affermando che la democrazia in Europa sarebbe un'illusione utilizzata dalle élite per governare senza vincoli reali, invalidando gli esiti elettorali che non rientrano nei loro interessi. Sommario ⬆️ ----------------------------------- ⏹️ Una verità tanto ovvia quanto poco discussa che ho già evidenziato tempo fa era : se i cittadini di un paese sono chiamati a decidere sugli affari europei, i cittadini dicono quasi sempre NO, e quando dicono sì è perché non sono stati debitamente informati della questione.

🎯 Che si tratti di adesione alla UE, all’euro o uscita dalla UE, nella stragrande maggioranza dei casi, l’esito è stato contro l’UE. Per questa ragione è difficile che i cittadini vengano direttamente consultati per questi “affari”. Ecco perché non esiste l’istituto del referendum a livello europeo.

🎯 Ma esistono i referendum e le consultazioni elettorali a livello statale e regionale, che molto spesso ci hanno dato e ci danno un’indicazione chiara di ciò che la gente pensa dell’UE e delle sue politiche barocche o dannose.

🎯 Queste consultazioni sono guardate sempre con timore, sfida e orrore dalle élite neoliberiste che muovono i fili della UE, perché è lì che sovente si sfoga il dissenso contro il mostro burocratico, contro le sue politiche, il cui scopo è arricchire i tanti a danno dei pochi.

🎯 L'obiettivo della UE è il ritorno al classismo ottocentesco, dove non esistono democrazia e reale rappresentazione delle istanze di tutti. Lo vediamo ogni giorno. Il prezzo del carburante sale, ma nessuno fa nulla per fermarlo. Tutti blaterano, ma nella sostanza fanno spallucce: arrangiatevi, soffrite e pagate.

🎯 Perciò, quando a livello “nazionale” o “locale” un partito o un profilo politico, fortemente critico contro l’UE e le sue politiche, rischia di vincere, scoppia l’isteria. Già molto prima iniziano le manovre di delegittimazione.

🎯 I media asserviti e le forze politiche eurofile tirano fuori tutto la retorica “antifascista” e le etichette dispregiative, il cui scopo non è descrivere, ma delegittimare e creare una realtà che offra al cittadino un quadro fosco e pericoloso di quella forza politica o di quel personaggio, qualora salisse al potere.

🎯 Usano la retorica e i fantasmi del passato (nazifascismo) per rafforzare la loro delegittimazione ed eventualmente le misure legali da adottare per fermarli. In fin dei conti, è risaputo: chi non riesce a vincere, sovente porta via il pallone.

🎯 Ebbene, oggi o domani, quasi di sicuro sarà il turno del partito tedesco definito di “estrema destra”, AfD, che giusto ieri ha vinto le elezioni in Sassonia-Anhalt, raggiungendo quasi il 44% dei consensi.

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Sep 7, 07:19 PMMore from @demgiulib

Pentagon i Ministerstwo Zdrowia USA prowadzą śledztwo w sprawie możliwej śmierci amerykańskich żołnierzy w związku z szczepionkami przeciwko COVID-19.

O tym pisze Politico, powołując się na Terezę Long, doradczynię ministra zdrowia USA. Stwierdziła, że wie o 28 przypadkach śmierci po szczepieniu, ale otrzymała zakaz dalszego informowania na ten temat.

Sprawdzanych jest ponad 2,5 tysiąca zgłoszeń dotyczących zgonów.

Kontrolę zainicjował minister zdrowia, Robert Kennedy Jr.

🚨‼️✈️ZASUBSKRYBUJ‼️🌐🇵🇱💯

⚠️ SE VINCI “MALE” LE ELEZIONI, IN EUROPA LA COLPA È SEMPRE DI MOSCA Alex Marquez

🔴 L'articolo critica la tendenza a attribuire a Mosca le sconfitte elettorali o i fenomeni politici sgraditi in Europa. Si analizzano episodi come le dichiarazioni di Tajani sul rischio di interferenze russe alle elezioni italiane 2027, l'etichettatura di Roberto Vannacci come cavallo di Troia e il rifiuto islandese dell'adesione UE, tutti descritti come casi in cui il sospetto di guerra ibrida diventa un pretesto interpretativo non supportato da prove concrete. L'autore evidenzia l'incongruenza con l'esplicito sostegno politico e finanziario degli Stati Uniti a movimenti sovranisti in Germania (tramite figure come Elon Musk e JD Vance) e altrove, sostenendo che la retorica sulla minaccia russa funge da alibi per ignorare il disagio elettorale spontaneo dei cittadini europei. Sommario ⬆️ ----------------------------------- ⏹️ A margine di un incontro informale dei ministri degli Esteri a Wicklow, in Irlanda, Antonio Tajani ha dichiarato di non poter escludere tentativi russi di condizionare le elezioni politiche italiane previste per il 2027, invitando a intervenire in anticipo.

🔹️ La dichiarazione arriva un giorno dopo che la Germania aveva attribuito a Mosca la responsabilità del ritrovamento, il 4 agosto scorso, di un drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia, episodio definito da Tajani un atto di guerra ibrida e da Kaja Kallas come terrorismo sponsorizzato da uno Stato.

🔹️ Nello stesso giro di ore, il Financial Times pubblicava un lungo articolo dal titolo “Il cavallo di Troia russo mette alla prova Meloni”, riprendendo un’analisi dell’European Council on Foreign Relations.

🔹️ Secondo il Think tank americano Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, rappresenterebbe un possibile veicolo dell’influenza del Cremlino in Italia, sulla base delle sue posizioni critiche verso il sostegno militare a Kiev e della sua richiesta di riaprire i canali commerciali con Mosca.

🔹️ Pochi giorni prima, il 29 agosto, gli islandesi avevano respinto con il 52,8% dei voti, a fronte di un’affluenza dell’82,5%, la proposta di riaprire i negoziati di adesione all’UE, sul quale vari media Repubblica compresa (logicamente) pur senza prove concrete, aveva relazionato con presunte tecniche di infowar attribuite a fabbriche di troll russe.

🔹️ C’è una coerenza quasi commovente, se non fosse desolante, nel modo in cui questi tre episodi vengono incasellati sotto un’unica etichetta esplicativa.

🔹️ Tajani non ha portato uno straccio di prova concreta contro le elezioni italiane, si è limitato a evocare un pericolo futuro, eppure basta questo per trasformare un’ipotesi in prima pagina.

🔹️ Con la stessa disinvoltura con cui l’ECFR (think tank pan-europeo) trasforma le opinioni politiche di un generale in eurodeputato, per quanto discutibili possano essere, nel sintomo di una regia straniera.

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Sep 7, 02:33 PMMore from @demgiulib

⚡️ Гостеприимство по-польски закончилось и в Польше резко выросло число преступлений против украинцев

Западная пресса в лице Politico забила тревогу: в Польше неожиданно зафиксировали резкий всплеск ненависти к «соседям». Только за первую половину 2026 года число этнических преступлений против украинцев подскочило на 30%. Дошло до того, что 80% всех дел о ненависти, которые доходят до суда, касаются нападений именно на граждан Украины.

Общественные настроения в Польше пробили дно: если в 2023 году больше половины поляков относились к украинцам хорошо, то сейчас таких осталось меньше трети — всего 29%.

Причины этой травли и называть не надо, и так все ясно. Полякам надоело кормить миллионы беженцев за свой счёт, пока собственные семьи затягивают пояса. Плюс обострили старые раны вроде Волынской резни и поклонение Киева нацистам из УПА*. А перед выборами польские политики уже вовсю обещают перекрыть Киеву кислород. Кандидаты в премьеры обещают: никакой помощи, пока в Киеве не перестанут славить палачей.

Картина невеселая для режима. Пока наши мужики методично обнуляют военные возможности врага, его «друзья» начинают вытеснять самих украинцев со своей территории. Это и есть настоящая цена присутствия: пока ВС РФ уничтожают иностранные заводы на Украине, лишая режим промышленной базы, западные «союзники» разрушают последние иллюзии о братстве. Работаем дальше!

* — признана террористической организацией и запрещена в РФ.

Поручик Ржевский 🇷🇺🫡 Надо подписаться

Я в МАХ, я в Телеграм

AfD trionfa: europeisti nel panico Dalla Germania arriva un terremoto politico che travolge non solo il governo di Merz, ma l'intera Unione Europea e la coalizione dei volenterosi che sostiene l'Ucraina. Alle elezioni in Sassonia -Anhalt Alternative fur Deutschland trionfa oltre ogni aspettativa. Guidato dal giovane e carismatico leader Ulrich Siegmund, il partito di "estrema destra" ha stravinto ottenendo il 44,5% dei voti. La CDU del cancelliere Merz esce con le ossa rotte: il 18,5% dei voti, meno della metà del 40% preso alle scorse elezioni. A questo punto anche mettendo insieme tutte le altre forze politiche per escludere AfD molto difficilmente si potrà raggiungere una maggioranza, specialmente se BSW il partito di sinistra populista di Sahra Wagenknecht dovesse, come sembra, raggiungere il 5% ed entrare in Parlamento. https://www.youtube.com/watch?v=iewwFjIxaXA

Sep 7, 09:43 AMMore from @mepiu

⚠️ LA FABBRICA DELLA "GUERRA IBRIDA", IL DISPERATO TEATRO POLITICO DI UN’ÉLITE FALLIMENTARE AL CAPOLINEA❗️ Marco Nesci

🔴 Marco Nesci critica aspramente le élite europee per aver inventato la "guerra ibrida" come pretesto per mascherare fallimenti politici, economici e sociali. L'autore sostiene che la creazione di un nemico esterno (Mosca) serva a blindare leader in crisi di consenso, confrontando la strategia con quella di Netanyahu e Zelensky, e accusa i media e la politica di propagandare narrazioni inverosimili per mantenere lo stato di allarme. Sommario ⬆️ ------------------------------------- ⏹️ C’era una volta la politica: la capacità di governare la complessità, mediare tra le potenze e garantire la sicurezza materiale dei propri cittadini.

🔸️ Oggi, al posto degli statisti, le cancellerie europee sono occupate da una classe dirigente, demenziale, logora, priva di consenso e a corto di idee, che ha trovato nell’invenzione della “guerra ibrida” il paravento perfetto per giustificare il proprio fallimento sistemico, politico, economico e sociale.

🔸️ L’etichetta è studiata a tavolino: evocare minacce impalpabili, cibernetiche o tecnologiche, serve a costruire un perimetro di costante allarme in cui la verifica dei fatti è preclusa al cittadino comune.

🔸️ Di fronte all’inverificabile, l’opinione pubblica deve semplicemente fidarsi sulla parola di apparati, governi e mainstream della disinformazione di massa, che hanno fatto della manipolazione sistematica della realtà la loro unica strategia di sopravvivenza.

🔸️ La radice di questa psicosi geopolitica non risiede a Mosca, ma nelle capitali europee. I governi di Parigi, Berlino, Londra e Roma oltre che alla cricca criminale di Bruxelles, affrontano crisi di consenso senza precedenti, lacerati dalla deindustrializzazione, da politiche energetiche suicide e dall’inflazione.

🔸️ Come insegna la storia, quando la legittimità interna evapora, la creazione di un nemico esterno diventa l’ultimo rifugio dell’incompetenza e della prova di sopravvivenza.

🔸️ È la stessa logica di autoconservazione politica già utilizzata altrove, come Netanyahu e Zelensky: prolungare o invocare lo stato di emergenza bellica per blindare posizioni altrimenti indifendibili alle urne.

🔸️ Il conflitto non è una tragica eventualità da evitare con la diplomazia, ma un salvagente per leader al tramonto, corrotti e al servizio di interessi atlantici.

🔸️ Per mantenere viva la tensione, la macchina della propaganda deve alzare costantemente il tiro, scivolando ormai nel ridicolo: > Narrazioni inverosimili: si pretende che l’opinione pubblica creda a droni fantasma (ripetuti di continuo) capaci di violare impunemente lo spazio aereo di molteplici paesi della NATO.

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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

Sep 7, 08:17 AMMore from @demgiulib

È certamente positivo che gli elettori della Sassonia-Anhalt abbiano nettamente respinto le disastrose politiche della CDU, il suo appello alle armi e la sua crociata antirussa, ma l'abbraccio all'Alternative für Deutschland (AfD) non è esattamente motivo di celebrazione.

Sebbene l'AfD attiri il voto di protesta, vale a dire quegli elettori le cui reali preoccupazioni vengono ignorate o minimizzate dalle forze politiche centriste, oggi il partito viene attivamente cooptato dalle stesse forze transnazionali che hanno portato al potere il movimento MAGA negli Stati Uniti. All'interno dell'AfD coesistono due visioni contrapposte della Germania, ma è sempre più chiaro quale fazione disponga delle tasche più profonde e possa avvalersi degli algoritmi che, in quest'epoca, sono necessari per gestire la narrazione.

Da un lato c'è il co-leader Tino Chrupalla, che sostiene una visione più tradizionale, nazionalista, "eurasiatica" e multipolare. Dall'altro c'è Alice Weidel che strizza l'occhiolino alla destra di Silicon Valley e al libertarismo capitalista. La visione di Weidel sta gradualmente eclissando l'ala nazionalista tradizionale.

Questa nuova visione è chiaramente esposta nell'agenda tecnologica ed energetica dell'AfD. Il partito chiede esplicitamente che la Germania raddoppi la capacità dei suoi data center e quadruplichi la potenza di calcolo dell'IA entro il 2030. Ma questa utopia digitale richiede un'enorme e ininterrotta fornitura di energia. Per raggiungere questo obiettivo, l'AfD chiede un immediato ritorno al nucleare e la revoca delle sanzioni contro la Russia per garantire "energia a basso costo".

Cerchiamo di essere chiari su cosa significhi: il tanto decantato desiderio dell'AfD di "migliori relazioni" con Mosca è interamente transazionale. Non è guidato da un'affinità ideologica o da un genuino desiderio di un'architettura di sicurezza eurasiatica multipolare. È guidato dal freddo calcolo dell'industria tecnologica. La Russia è vista semplicemente come un fornitore di quel gas necessario per mantenere in funzione i server di una Germania iperdigitalizzata.

Elon Musk ha dichiarato apertamente che "solo l'AfD può salvare la Germania", utilizzando la sua piattaforma X per ospitare chat in diretta con Weidel e amplificare i messaggi del partito. Anche Peter Thiel, co-fondatore di Palantir e padrino della "Nuova Destra", non nasconde il suo apprezzamento per AfD.

Questa alleanza punta verso una sintesi ideologica profondamente inquietante, spesso descritta dai critici come "tecnofascismo". È un modello politico in cui una plutocrazia tecnocratica detta le regole della società, fondendo la logica algoritmica della Silicon Valley con gli impulsi nazionalisti dell'estrema destra.

Per l'AfD, questo si traduce in un'agenda paradossale: è ferocemente etno-nazionalista e anti-immigrazione quando si tratta di controllare le frontiere, ma anti-statalista e iper-globalista quando si tratta di capitale, tecnologia e degli oligarchi che controllano entrambi. @LauraRuHK

🇬🇧 LA GRAN BRETAGNA ENTRA NELL'ERA DEL «GRANDE DISFACIMENTO», — The Telegraph

▪️La Gran Bretagna è sull'orlo di una crisi finanziaria e del debito su piena scala. Il nuovo Primo Ministro Burnham deve tagliare drasticamente la spesa e aumentare le tasse. Tuttavia, aveva promesso ai cittadini l'esatto contrario, e si troverà a dover scegliere tra il suicidio politico e un conflitto di ampie dimensioni, — constata il quotidiano britannico The Telegraph.

▪️Ormai alle spalle il periodo di rapida crescita degli anni '90 e dei primi anni 2000, avvenuto sullo sfondo del dissolvimento dell'URSS e del crollo del sistema sovietico in Europa. I suoi risultati sono andati in fumo a causa del crack bancario, della pandemia e della crisi energetica. Il tenore di vita ha iniziato a crollare e il governo ha avviato un imponente incremento del debito pubblico.

▪️Ora la Gran Bretagna entra nell'era del «Grande Disfacimento»: il debito pubblico ha raggiunto il 94% del PIL e il governo intende chiedere in prestito altri 252 miliardi di sterline solo quest'anno. La situazione è aggravata dal fatto che i mercati hanno perso fiducia nella stabilità finanziaria dello Stato e hanno ulteriormente impennato i tassi di interesse sui titoli di Stato.

🗣«Ormai è chiaro che la stagflazione non è un disagio temporaneo prima del ritorno al precedente benessere: lo Stato si trova in una situazione grave, l'industria è irrimediabilmente non competitiva, la popolazione è alienata e inasprita, e le istituzioni non riescono a far fronte ai compiti loro affidati», — sottolinea The Telegraph.

Fonte

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⚠️ AZIONE DIRETTA E MEDIAZIONE❗️ Angelo Oliviero Olivetti Francesco Centineo

◾️ La mediazione ha disteso a mezzo del riformismo i suoi viscidi tentacoli sul proletariato, mirando ad irretirlo in un sistema, burocratizzarlo, disciplinarlo dall'alto, smorzargli l’impeto di furore di vita, di volontà, di potenza, di assalto furioso al potere capitalistico. E ciò con un'opera sottile, accanita, piccola, ringhiosa, inspirata ad una casuistica miserabilmente abile. - Angelo Oliviero Olivetti - giugno 1908   ◾️ Da poco tempo vi è stata una frattura insanabile all’interno del movimento operaio; nel 1907 durante il congresso di Ferrara i sindacalisti rivoluzionari riuniti attorno alle pubblicazioni olivettiane di «Pagine Libere» rompono con l’intellighenzia socialista: i socialisti italiani kautskiani e riformisti non contemplavano l’azione diretta dei lavoratori né sostenevano l’auto organizzazione del proletariato, al contrario, i sindacalisti rivoluzionati anti riformisti ed anti partitici, promuovevano la rivolta e lo sciopero generale quali veri motori rivoluzionari della lotta di classe.

◾️ Olivetti nel giugno del 1908 pubblicava questo pamphlet politico; un breve saggio molto importante che non ha ricevuto nessuna attenzione poiché Olivetti, essendo uno dei padri putativi del fascismo, ha ricevuto una terribile «damnatio memoriae»; nonostante tale oscurantismo i suoi scritti sono sopravvissuti…

◾️ Azione e mediazione mette bene in evidenza il pensiero dell’Olivetti che è tanto socialista quanto aristocratico e nazionalista o meglio, imperialista, un pensiero filosofico che è chiaramente dionisiaco, eroico e guerriero: le masse vanno educate al sacrificio, alla lotta, al nobile sentimento della volontà di potenza; la funzione dello sciopero generale è catartica, palingenetica; la lotta di piazza e la guerriglia contro lo Stato borghese assolvono ad uno scopo educativo; la lotta di classe viene intesa come una ginnastica propedeutica ad una pedagogia rivoluzionaria delle masse: Olivetti è un agitatore di piazza, un sovversivo che depreca il vitellonismo borghese delle masse operaie europee ormai plagiate dai riformisti e che disprezza lo sterile intellettualismo dei politici e dei filosofi da salotto.

◾️ Olivetti elogia Marx ma anche Nietzsche e sintetizza nel suo pensiero i due filosofi come già qualche anno addietro aveva fatto Giorgio Sorel; l’Olivetti nel suo breve scritto evidenzia subito la sua avversione al riformismo ed accusa senza mezzi termini i socialdemocratici; essi per l’intellettuale ravennate non sono altro che dei reazionari borghesi, dei rinnegati che hanno tradito la rivoluzione; scrive Olivetti:

◾️ «Tatticamente parlando, il concetto sindacalistico che sta in diretta opposizione col riformismo è azione diretta. Non per nulla i riformisti scagliano tutti i loro strali, e fanno accuratamente la cernita dei più velenosi, contro la predicazione dell'azione diretta.

◾️ Adottata questa, il loro regno è bello e finito. Essi esistono in quanto esercitano opera di mediazione. […] I sindacalisti, anzi lo stesso socialismo nella sua concezione rivoluzionaria, considerano lo Stato come un'emanazione diretta della classe borghese, scorgendovi unicamente una classe o categoria politica specializzata nell'alta comples sità della vita moderna ai fini della tutela politica delle classi dominati, reputano inutile e vana una simile mediazione, una simile intercessione; anzi eminentemente dannosa in quanto serve a trastullare il proletariato, in un’attesa chimerica nell’atto stesso che gli fa perdere di vista il suo vero bersaglio: l’espropriazione della classe capitalistica.»..... prosegue su SFERO ⤵️

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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

Sep 6, 07:13 PMMore from @demgiulib

Lettera aperta a tutti i kapò dei campi di concentramento mentali del sistema liberale. Con particolare riferimento ai magnifici articolisti della carta stampata abruzzese, ma non solo, dedico queste mie precisazioni necessarie a quei poveri “fiji de ‘na mignotta” che differentemente da chi scrive non possono avvalersi di esseri figli di genitori famigerati. Il romanesco è una lingua per taluni ed un dialetto per altri. Le regole della grammatica italiana sono di fatto le stesse ma dopo la fiorentizzazione della nostra lingua il romanesco è scivolato nella categoria dei dialetti ma ha di fatto conservato inalterata tutta la sua forza espressiva ed esplicativa. Per questo motivo mi riferisco ai quei “fiji de ‘na mignotta” nell’accezione di “filius mater ignotae” poiché al loro pari non conosco le loro discendenze; al loro pari perché pur esercitando essi il mestiere di gazzettieri ovvero di coloro che non verificano ciò che copiano ed incollano non ho tracce, nella mia memoria così come su google, dei loro genitori. Non potendo definirli signori, offenderei degli innocenti, mi appello ai principi della rivoluzione francese e attribuirò loro il titolo di cittadini. Ebbene il cittadino Direttore del quotidiano Il Centro ed i suoi scrivani mi chiamano in causa, urlando allo scandalo, perché nonostante i miei 66 anni compiuti sono pur sempre il figlio di Clemente Graziani o uno dei leader di Meridiano Zero o più recentemente un Amico del filosofo russo (anche se denazificatore) Alexandr Dugin . Tre ottimi motivi per non avere diritto ad esprimere il mio pensiero sull’ordinamento tecnocratico, sulla visione multipolare, sulla quarta teoria politica, e sull’ottimismo escatologico della filosofa russa Darya Dugina, mia amica e compagna di lotta, barbaramente uccisa in un attentato dagli sgherri del liberismo occidentale.

Questa è l’accusa che parte dalle discariche redazionali della società aperta nei confronti dei suoi nemici.

Già, la “Società aperta ed i suoi nemici”, una sorta di vangelo per un Signore della Guerra che si chiama Bernard Henry Levy che di fattosuonerebbe quasi come un ossimoro. Non soffermatevi un minuto di più su questa ipotesi, non di ossimoro si tratta ma di una banale, idiota ed irricevibile fregnaccia. Se la società è aperta la categoria del nemico è filosoficamente immaginaria o funzionale al principio di omologazione.

Ma ecco a voi le precisazioni necessarie.

Clemente Graziani. Clemente Graziani fu, era, è e rimarrà mio padre. Egli decise di non condurre una vita da mezzadro della propria esistenza e ciò gli valse 16 persecuzioni giudiziarie conclusesi con 16 assoluzioni o non luogo a procedere ed al cune di esse senza neanche una difesa legale per il fatto che i reati individuati li ritenne talmente infamanti da non ricorrere a strumenti difensivi tale fu la sua indignazione. Paradossalmente fu condannato a due anni e svariati mesi per un reato ideologico che lo indusse ad un esilio dalla sua terra e dai suoi affetti fino al sopraggiungere della sua morte nella assoluta libertà individuale nel giungla paraguayana dove si era rifugiato ed assorto nello studio di Heidegger ed Ernst Junger per elaborare il superamento del nichilismo nella civiltà contemporanea. Qualcuno si chiederà : Ma qualche colpa l’avrà pur avuta? Risposta : Assolutamente si. Egli era un illiberale con l’aggravante del tradizionalismo. Il suo pensiero politico era saldato alla Repubblica di Platone ovvero anti democratico ed anti totalitario. Per questo ed altri motivi superò il fascismo in una logica di possesso, senza deviare da esso, ed affermò il diritto ad essere illiberali come lo furono Gramsci, Che Guevara, Evola, Thiriart, da lui celebrati, come lo sono Putin o Xi Jin Pin o Modi o Chavez o molti leader africani nel nostro presente.

Meridiano Zero. Si, sono stato uno dei responsabili di questa formazione politica giovanile 40 anni fa, e mene vanto. Nei suoi anni di vita Meridiano Zero, i tecno ribelli per capirci, non ha mai subito un procedimento giudiziario. Neanche una multa per eccesso di velocità. I naziskin, come li chiamano gli orchetti delle redazioni, erano piuttosto dei nostri avversari. Non ci condividevano non apprezzavano quello che per noi 40 anni fa era un diktat “non esiste antifascismo in assenza di fascismo e non esiste anticomunismo in assenza di comunismo” pernoi di Meridiano Zero allora, nei primissimi anni ’90 la spazialità politica oltre ad essere chiara era già cambiata. Non più una destra contro una sinistra ma un basso (il popolo) contro un alto (la Tecnocrazia)… e scusateci se fummo precognitivi con tale ed ampio anticipo.

Amico di Dugin Infine mi si contesta di essere Amico di Alexandr Dugin. Se gli “stupidi intelligenti” che inchiostrano i giornali di carta, buoni per lo più per il macero o per pulire i vetri, conoscessero cosa si cela in questo abbraccio che potete osservare nella foto sottostante, ebbene ne rimarrebbero terrorizzati. In questo abbraccio è racchiusa la mia più lunga e più profonda conversazione con il più pericoloso filosofo del mondo. (la citazione è di matrice filosofica occidentale, Cambridge o Harward poco importa, non lo ricordo)

In questo prolungato abbraccio si evidenzia una lunga e profonda conversazione che si svolge senza l’uso della parola. Tutto ciò che deve essere proferito è sillabato nel silenzio, è incontaminato, impossibile da stravolgere nel suo abissale significato. In quel nostro reciproco e prolungato silenzio è accaduto qualcosa di raro, quando gli intelletti lasciano al cuore il compito di ascoltare.

Per spiegarmi meglio suggerisco ai cittadini giornalisti di avviare un percorso di di consapevolezza… il loro primo passo ad occhio e croce potrebbe essere quello di abbracciare un masso di grandi dimensioni e lasciare le anime del masso e le proprie in dialogo tra loro. Auguro infine malavita a tutti coloro che edificano campi di concentramento mentali al SERVIzio dei criminali globalisti. A tutti gli altri bona vita!

⚠️ LA GUERRA COME GABBIA DI FERRO❗️ Gerardo Lisco

🔴 L'autore, Gerardo Lisco, sostiene che l'Europa stia strutturando un sistema economico e militare permanente contro la Russia, trasformando la deterrenza in un potenziale spirale di escalation. Vengono citati dati specifici: il piano ReArm Europe da 800 miliardi di euro e l'obiettivo NATO del 5% del PIL per la difesa entro il 2035, oltre alla cooperazione industriale diretta con l'Ucraina (produzione di missili e bombe). L'articolo critica la mancanza di prove solide in casi come l'attacco con droni a Lipsia/Halle, avvertendo del rischio politico di ripetere gli errori del passato (es. Iraq). La tesi centrale è che l'Europa, politicamente fragile, stia usando la minaccia bellica per ricompattarsi, sacrificando la storica promessa di pace continentale. Sommario ⬆️ ---------------------------------- ❗️#NDR 》I cittadini europei hanno il diritto di decidere se vogliono vivere in società che si preparano di giorno in giorno alla guerra, senza cercare di impedirla. Costruire economie, istituzioni e società nelle quali la guerra diventa normale, è al giorno d'oggi il pericolo più grande. --------------------------------------- ⏹️ Fino a poco tempo fa pensavo che nessuno, in Europa, volesse realmente una guerra con la Russia.

🔹️ Pensavo che la guerra servisse soprattutto come minaccia: agitare il pericolo russo per giustificare il riarmo, aumentare le spese militari, preparare le popolazioni ai sacrifici e introdurre progressivamente un’economia di guerra.

🔹️ Oggi non ne sono più convinto. Non perché esista la prova di un piano europeo per scatenare una guerra contro Mosca. Sostenere una cosa del genere significherebbe sostituire l’analisi con la propaganda.

🔹️ Il problema è più serio: l’Europa sta costruendo strutture economiche, industriali e militari destinate a sostenere nel tempo un confronto sempre più duro con la Russia.

🔹️ Quando un continente comincia a organizzare la propria economia, la propria industria e persino la propria opinione pubblica intorno alla possibilità della guerra, diventa legittimo chiedersi se si stia preparando a evitarla o contribuendo a renderla possibile.

🔹️ Non è un’impressione. È scritto nei documenti ufficiali. Il piano ReArm Europe/Readiness 2030 prevede la possibilità di mobilitare circa 800 miliardi di euro per la difesa.

🔹️ La NATO ha stabilito che entro il 2035 gli alleati debbano destinare il 5% del PIL alla difesa e alle spese sulla sicurezza suddivise almeno il 3,5% per le esigenze fondamentali della difesa e fino all’1,5% per infrastrutture, resilienza, innovazione e industria militare.

🔹️ La cooperazione con l’Ucraina, inoltre, non riguarda più soltanto la consegna di armi. Francia e Ucraina hanno concordato la produzione su licenza in territorio ucraino di bombe AASM e missili SCALP.

🔹️ Francia e Italia hanno autorizzato la produzione in Ucraina dei missili Aster 30. Non siamo davanti a misure emergenziali dopo l’invasione russa del febbraio 2022. Stiamo costruendo un sistema industriale, finanziario e militare destinato a durare.

🔹️ È precisamente questo che dovrebbe aprire una discussione politica enorme: dove conduce questa strada? Il problema non è stabilire se l’Europa abbia il diritto di difendersi. Naturalmente lo ha.

Continua ⤵️

Riassunto punti salienti

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Sep 6, 03:06 PMMore from @demgiulib

Ogni volta che esce un nuovo modello AI ci promettono un salto di qualità che poi si vede di rado. Con Astra, stavolta, il salto mi sembra esserci stato davvero.

Non ho benchmark o misure scientifiche da offrire; mi rifaccio alla mia banale esperienza di utente di chi usa questi sistemi abbastanza da accorgersi quando cambia qualcosa sensibilmente. È un parere circoscritto, ma credo sufficientemente informato da poterlo condividere.

Ho cominciato sottoponendogli due libri che sto scrivendo, chiedendo una revisione accurata e un controllo delle fonti. Ho ricevuto letture più precise e puntigliose di qualunque revisione umana mi sia capitata finora. Ha trovato piccoli errori quasi invisibili, passaggi in cui una fonte sosteneva qualcosa di appena diverso da ciò che le attribuivo, imprecisioni sopravvissute a parecchie riletture; per ciascuna ha proposto una correzione. Chi scrive sa quanto sia difficile vedere un errore dopo aver letto la stessa pagina venti volte.

Mi sembra che la vecchia storia delle bibliografie allucinate stia cominciando a capovolgersi, almeno per chi ha abbastanza soldi da usare un modello aggiornato e sa impostare una verifica. Il rischio di lasciare errori nel testo potrebbe diventare maggiore per chi rinuncia all’AI. Naturalmente questo richiede di controllarne il lavoro, ma continuare a discutere questi strumenti come se fossimo fermi alle citazioni inventate di qualche anno fa comincia a sembrare una forma di coping.

Anche quella che, nell’uso comune, chiamerei intelligenza funzionale mi sembra molto migliorata. Riesce a seguire meglio un ragionamento complesso e a capire dove un’obiezione richiede davvero una modifica. Ho notato anche meno compiacenza, forse proprio perché valuta meglio ciò che gli viene sottoposto. Il controllo e la direzione umana rimangono necessari, ma ora capita che gli si presenti un testo scritto con l’aiuto di un’AI, magari anche piuttosto levigato, e che il sistema ne riconosca le debolezze. Segnala dove il ragionamento non regge, chiede più precisione, si mostra, per così dire, insoddisfatto. Per chi ricorda quando le AI dicevano che ogni abbozzo era un contributo fondamentale alla storia del pensiero, è un cambiamento non da poco.

Poi c’è la parte di programmazione, che come competenza non mi appartiene. Ieri ho fatto una prova con un videogioco semplice, oggi ne ho tentato uno molto più complesso. L’idea e la struttura sono mie, mentre con quattro o cinque prompt ho ottenuto il gioco che vedete qui.

Si chiama Antropocene ed è un picchiaduro satirico per browser. Si può scegliere fra quattro personaggi che attraversano due livelli che culminano negli scontri con Trump e Netanyahu. Nel tragitto si incontra un Tajani sperduto che lascia energia o veleno a caso, mentre Mamdani ogni tanto viene in soccorso. C’è anche il «cannibale di sinistra», che sembra un alleato e poi ti prende a calci. Mi pare una piccola dimostrazione pratica di quanto sia sciocca l’idea che con le AI si possano fare soltanto cose di destra. Studiare i bias politici dei sistemi (e soprattutto di chi li produce) è necessario; attribuire all'uso un destino politico è un'analisi scadente. La tecnologia non è neutra, ma neanche del tutto determinata socialmente.

Fino a poco tempo fa, per me, realizzare una cosa simile era impossibile. Ora posso avere un’idea, darle una forma giocabile e correggerla mentre la provo. Fatta prima delel AI, era un lavoro incredibile. L'attuale facilità è relativa, naturalmente, e un gioco professionale richiede ben altro; resta il fatto che molte cose prima fuori dalla nostra portata sono diventate quasi facili.

Credo che il negazionismo-deflazionismo sulle capacità dell’AI, insieme all’abitudine di ridimensionare qualsiasi risultato, abbia esaurito da tempo la propria utilità. Dopo Astra, certe formule diventano francamente ridicole. Possiamo dedicarci a critiche politiche e tecniche molto più utili, a partire da chi controlla questi sistemi e dalle condizioni alle quali ci permette di usarli. Ma sminuirli ancora, no.

Die westlichen Medien (EU & USA) sind nicht echt. (Teil 1/2)

Sie werden gesteuert – von Medienmogulen aus den USA + den allergrößten Vermögensverwaltern der Welt.

Schau dir die trockenen Fakten an: - Seit Jahrzehnten schrumpft die Anzahl derer, die wirklich die großen Medien kontrollieren. - Früher (1980er) waren es noch ~50 Unternehmen, die 90 % der US-Medien beherrschten.

Heute kontrollieren 6 riesige Konzerne fast den gesamten Markt – über 90 % der Nachrichten, die die meisten Menschen konsumieren.

Die 6 Konzerne:

🇺🇸 Disney 🇺🇸 Comcast/NBCUniversal 🇺🇸 Warner Bros 🇺🇸 Discovery 🇺🇸 Fox Corp 🇺🇸 Paramount

Aber die wahre Macht sitzt noch tiefer.

Die 3 größten Vermögensverwalter der Welt – BlackRock, Vanguard und State Street – halten zusammen Billionen von Dollar und sind bei fast jedem großen börsennotierten Medienkonzern unter den Top-3-Aktionären.

Hier die harten Zahlen (Stand ca. 2021–2023, die Strukturen ändern sich kaum):

👉 Fox (Fox News): BlackRock + Vanguard zusammen ~18 % 👉 CBS (inkl. 60 Minutes): ~16 % 👉 Comcast (NBC, MSNBC, CNBC, Sky): ~13 % 👉 CNN (damals WarnerMedia/AT&T, heute Warner Bros. Discovery): ~12 % 👉 Disney (ABC, ESPN, Hulu usw.): ~12 % 👉 Gannett (USA Today + hunderte Lokalzeitungen): 10–14 % 👉 Sinclair (lokale TV-Stationen, erreicht ~72 % der US-Haushalte): ~10 %

BlackRock allein verwaltet über 10 Billionen Dollar (2025), Vanguard ähnlich viel, State Street mehrere Billionen.

Zusammen sind sie die größten institutionellen Investoren in fast jedem S&P-500-Unternehmen – und damit auch in fast allen großen Medienhäusern.

Und das ist der Clou:

👉 BlackRock, Vanguard und State Street halten sich gegenseitig Anteile. 👉 Vanguard ist der größte Aktionär von BlackRock.

State Street gehört teilweise zu BlackRock-Strukturen.

Es ist ein geschlossenes System – die 3 kontrollieren sich quasi selbst und damit riesige Teile der realen Wirtschaft, inklusive Medien.

Aber Achtung: Auch die westlichen Medien in der EU sind nicht echt.

Sie werden gesteuert – von ein paar wenigen europäischen Medienmogulen, Familienkonzernen und zunehmend auch von denselben US-Vermögensriesen wie in Amerika.

In der EU ist die Medienkonzentration extrem hoch – noch extremer als in den USA, weil es weniger echte Wettbewerber gibt und viele Märkte von 3–5 Giganten dominiert werden.

Die größten europäischen Medienkonglomerate kontrollieren riesige Teile:

- Bertelsmann (Deutschland) – das größte europäische Medienhaus überhaupt.

(RTL Group (RTL, Vox, Super RTL, n-tv usw. in D, F, NL, Belgien, Spanien, Osteuropa), Penguin Random House (Bücher), BMG (Musik), Arvato (Dienstleistungen). Umsatz 2024: ~20 Mrd. €. Kontrolliert von der Familie Mohn (über Stiftungen & Verwaltungsgesellschaft) – quasi ein Familienimperium.

- Vivendi (Frankreich, Bolloré-Gruppe) – Canal+, Universal Music, Havas (Werbung), Lagardère (Zeitschriften, Radio), immer mehr Einfluss in Frankreich & international.

- MFE / Mediaset (Italien, Berlusconi-Familie) – Größter TV-Sender Italiens, stark in Spanien, Osteuropa.

- Axel Springer (Deutschland) – Bild, Welt, Politico (USA), Upday usw. Seit 2019/2020 mehrheitlich von US-Finanzinvestor KKR kontrolliert (ca. 35–47 %), plus Friede Springer & Mathias Döpfner.

Andere Riesen: Bonnier (Schweden, Nordics), DPG Media (Belgien/NL), PPF Group (Tschechien, Osteuropa).

Diese 5–7 Konzerne beherrschen in vielen Ländern 50–80 % der relevanten Nachrichtenmedien (TV, Print, Online).

Aber die wahre Macht sitzt oft noch tiefer – genau wie in den USA.

Die drei US-Vermögensgiganten BlackRock, Vanguard und State Street tauchen überall als große Minderheitsaktionäre auf:

Bei börsennotierten Teilen von ProSiebenSat.1 (vor der Übernahme durch MFE/Berlusconi-Nachfolger): BlackRock & Vanguard unter den Top-Investoren.

Bei Axel Springer (nach Teilverkäufen & Börsengängen): Institutionelle US-Fonds wie BlackRock/Vanguard halten oft 5–15 % indirekt.

👉👉 Hier zu Teil 2

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🙏 Цукерберг УПРАШИВАЛ Трампа НЕ контролировать ИИ

По данным Politico, глава Meta в частном разговоре назвал идею федерального регулятора ИИ ошибочной.

Почему? Meta* делает ставку на открытые модели и боится, что лицензии и проверки сильнее ударят именно по ним.

*Meta признана экстремистской организацией, её деятельность запрещена.

@HotCodeIT

Sep 6, 12:15 PMMore from @hotcodeit

Marruecos y Estados Unidos tienen la vista puesta en una parte de España. Las autoridades marroquíes han reivindicado territorios españoles. En concreto, reclaman como propia la ciudad de Ceuta, inundada deliberadamente por migrantes, pero no la única. Mientras tanto, sus demandas sobre Madrid cuentan claramente con el respaldo de Washington. ¿Se dividirá ahora España? En el Palacio Real de Rabat, el ministro de Asuntos Islámicos de Marruecos, Ahmed Toufic, pidió la " liberación de las ciudades ocupadas ": Melilla y la misma Ceuta . Las autoridades españolas se niegan categóricamente incluso a discutir el destino de estas ciudades con Marruecos, a pesar de que no se encuentran en la península ibérica, sino en la costa marroquí. Cuando España transfirió el llamado Marruecos español y el sector de Tarfaya a Rabat durante la declaración de independencia de Marruecos en 1956, Ceuta y Melilla permanecieron bajo control de Madrid. Los españoles no consideraban estas fortalezas, conquistadas por los cristianos en 1415 y 1497, como posesiones coloniales y, por lo tanto, rechazaron su descolonización en el marco del programa de la ONU. ¿Por qué Marruecos haría estas afirmaciones si es obvio que no conseguirá las ciudades ni por vía diplomática ni militar? Porque en este caso, lo importante es la afirmación en sí, no el resultado. «Nadie intentará apoderarse de estos territorios, como ocurrió con Argentina y las Malvinas. Pero utilizarlos mediante diversas provocaciones para generar tensión es perfectamente posible», explicó Kirill Semenov, politólogo especializado en asuntos internacionales y experto del Consejo Ruso de Asuntos Internacionales, al periódico Vzglyad. En este caso, la tensión se está generando en torno al presidente del Gobierno español, Pedro Sánchez. Sánchez ha adoptado una postura bastante tibia respecto a Rabat. "A pocos días de las elecciones generales, inmerso en una serie de escándalos de corrupción dentro de su partido, quiere evitar a toda costa un enfrentamiento con Marruecos, un país con el que Madrid necesita mantener relaciones estables debido a su papel vital como socio en el comercio, la migración y la lucha contra el narcotráfico",  escribe Politico . Por eso, durante la crisis migratoria, el presidente del Gobierno español no culpó a las autoridades marroquíes de orquestarla, sino que señaló con el dedo a ciertos activistas en las redes sociales. Y esto ya ha provocado duras críticas de la oposición. Según Alberto Núñez Feijóo, líder del Partido Popular, de tendencia conservadora, Sánchez "Se comporta más como un ciudadano marroquí que como el Primer Ministro de España." La tibia respuesta a las reivindicaciones territoriales supone un nuevo revés para la popularidad de Sánchez. Pero, ¿quién se beneficia de esto? En parte, el propio Marruecos, ya que Rabat está descontento con el acercamiento entre el gobierno socialista de Sánchez y Argelia, rival regional de Marruecos. Sin embargo, esto no justifica socavar al primer ministro, sobre todo porque fue bajo el mandato de Sánchez cuando España reconoció el Sáhara Occidental (territorio reclamado por Rabat) como territorio marroquí. Y, lo que es más importante, no es prudente enemistarse sin motivo con un socio comercial cuyo PIB es aproximadamente diez veces mayor que el propio. Por eso, varios medios de comunicación y expertos han empezado a especular con que hay alguien detrás de lo ocurrido en Marruecos. Muchos creen que se trata de Donald Trump. El presidente estadounidense tiene motivos para exigir la destitución del gobierno de Sánchez: el presidente del Gobierno español se niega a sus peticiones con demasiada frecuencia. Madrid se negó a elevar el gasto en defensa al 3% del PIB (el único país de la OTAN), a apoyar las acciones de Israel en Gaza y a permitir el uso de bases estadounidenses en territorio español para la operación contra Irán. Es importante destacar que estos "no" fueron contundentes, como un desafío real de un primer ministro de extrema izquierda a un presidente de extrema derecha. Y Trump no es de los que perdonan insultos. Que el Reino de Marruecos se haya convertido en el instrumento de su venganza no es sorprendente, ya que las relaciones entre Estados Unidos y este reino del norte de África han mejorado notablemente bajo el mandato del actual presidente. "La estrecha relación entre Washington y Rabat ha quedado demostrada desde hace tiempo por ambas partes, desde el anuncio de Marruecos este año de que se convertiría en el primer estado africano en unirse al Consejo de Paz de Donald Trump hasta el reciente mensaje de felicitación de Trump conmemorando el 27 aniversario del reinado del rey Mohammed VI", escribe The Guardian. Y el símbolo de esta relación es la autopista de casi mil millones de dólares que Trump construyó en el Sáhara Occidental.

Sep 5, 10:39 PMMore from @ophiucu

For the first time in decades, NATO allies held submarine-hunting drills off Iceland without U.S. ships or aircraft, as European and Canadian forces took the lead in defending the North Atlantic.

The exercise focused on the GIUK Gap, a key route for Russian nuclear-powered submarines entering the Atlantic, amid growing concerns over Russia and the U.S. pullback from Europe.

Source: POLITICO

Sep 5, 05:41 PMMore from @theleaflet

🗣Україна та Польща можуть разом поборотися за право прийняти чемпіонат світу з футболу у 2040-х роках

За даними Politico, країни розглядають можливість спільної заявки.

Якщо задум реалізують, це стане продовженням успішної співпраці України та Польщі під час Євро-2012.

Поки що йдеться лише про можливість спільної заявки, але сама ідея вже обговорюється.

Українці в Польщі | Relocate.to