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Dell — August 2026

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Domenica 23 Agosto

Sbatti il mostro in prima pagina (1972) di Marco Bellocchio è un film che non è invecchiato di un giorno. Al contrario, più il tempo passa, più diventa difficile guardarlo senza l’impressione di vederci il riflesso di ciò che viviamo ancora oggi.

Quinto appuntamento della rassegna ImbarKino 2026. Estate italiana, in collaborazione con Reframe Fest: festival diffuso e multidisciplinare in cui convergono metodologie, competenze e visioni diverse capaci di sfidare e rinnovare i linguaggi dell’attuale panorama sociale e culturale.

Realizzato da Imbarchino del Valentino e Banda Larga APS nell’ambito del programma culturale “Che Bella Estate! 2026–2027”. Selezione e curatela di Riccardo Lazzarato. Il film verrà proiettato in italiano con sottotitoli in inglese. Alle 21, sul pratone.

Amma dice che la pratica dello Yoga consiste nel comprendere che il fondamento di tutti i movimenti è la consapevolezza.

Iscriviti e partecipa al Seminario “YOGA del CUORE” che si terrà al MA Center Italy 👉 https://event.ammaitalia.org/event/show/29

🧘🏻‍♂️ 5-6 Settembre 2026 (il corso inizierà venerdì sera dopo la cena)

Attraverso la pratica guidata da Vinod, istruttore di yoga e di meditazione presso l’ashram di Amma in India, saremo invitati a dimorare nel cuore per ritrovare l’equilibrio interiore, e portare più silenzio nella nostra vita.

Pratiche del corso: • Manas puja guidata • Yoga e Meditazione del Cuore • Satsang sulla pratica del cuore • Sessioni di domande e risposte.

Il ritiro è aperto a tutti e include le pratiche quotidiane di tutti i centri di Amma, la recitazione dell’archana al mattino e i bhajans alla sera.

Per info 📧[email protected] ☎️Isabella 353 472 0051

#Amma #centroammaitalia #MACenterItaly #ammaitalia #Yoga

Aug 23, 12:03 PMMore from @ammaitalia

Un'altra parabola del Maestro commentata dalla "nostra" Pina.

"Dal vangelo sec. Mt 15,1-2.10-14 In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli _trasgrediscono_ la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!». Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!». Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?». Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». Parola del Signore.

Rispettare le regole e le tradizioni ci fa sentire a nostro agio all'interno di un nucleo familiare, sociale, nazionale, religioso. Crea familiarità, unita', sicurezza, riconoscimento, identità. Purché ci sia accordo fra gli atti esteriori e le intenzioni del cuore. Posso infatti partecipare a tutti i momenti importanti della famiglia, essendo un prima linea nello svolgimento di doveri e la risoluzione di problemi; posso svolgere al meglio, essendo bravo, e dando il massimo, il mio lavoro; posso impegnarmi assiduamente e alacremente in associazioni e missioni sociali e umanitarie; posso partecipare a tutte le celebrazioni e riti religiosi. Tuttavia, se lo faccio, anche inconsapevolmente, non per amore della persona e della comunità, ma perché ho paura di restare solo; non per spirito di servizio ma per poter esistere e non soccombere al senso d'inferiorita' o al malessere che mi macerano; non per contribuire al benessere e alla crescita degli altri usando dei miei talenti, ma per primeggiare e sentirmi un reuccio, non mi distinguo molto dai farisei e dagli scribi del brano di oggi, che Gesù chiama guide cieche di altri ciechi. Il segno e la prova che è così? Mi sento a posto con la coscienza, dalla quale in realtà sono scollegato, mentre seguo l'ego, il mentale, il mondano e il superficiale. Mi considero un gradino più su rispetto a chi è meno bravo, sollecito, persino inadempiente o alternativo. Lo giudico, lo condanno e lo escludo. Perché mi interpella e mi destabilizza rifiutando di essere un mio clone, di farsi indirizzare e manipolare dipendendo da me: come genitore, coniuge, amico, collega, concittadino, esperto nel mio stesso campo di conoscenze. Invece si svincola, usa del suo libero arbitrio, del suo libero pensiero, vive e opera altrimenti. Se io fossi puro nei sentimenti e nei pensieri, dunque nelle parole e nelle azioni, questo non dovrebbe farmi paura, né scandalizzarmi. Sarei felice che l'altro sviluppi la sua autonomia, che eserciti la sua libertà, che mi superi, cercherei di evitare ogni parola che lo sminuisca o lo ostacoli. E se mi paresse che stia percorrendo una strada che lo svia, lo rende infelice, però non accetta aiuti, non proverei rammarico, non lo detestarei. Mi sentirei invece naturalmente pervaso di un'immensa compassione, tutta divina, che scaturisce dal profondo, dove regna Dio, lo accompagnerei con la preghiera assidua e gli farei uno spazio stabile nella comunità del mio cuore".

Pina Patanè

Aug 23, 12:02 PMMore from @nandrar

⚠️ L’OCCIDENTE IN PIENA CRISI ESISTENZIALE❗️ Giuseppe Giannini

🔴 Secondo Giuseppe Giannini, l'Occidente attraversa una profonda crisi esistenziale dovuta all'esportazione coercitiva dei propri valori, che genera conflitti, violenze e instabilità globale. L'autore critica l'imperialismo economico e politico anglosassone, citando il fallimento in Afghanistan e lo sfruttamento della crisi migratoria in Nordafrica come strumenti di controllo e vantaggio geopolitico. All'interno delle democrazie occidentali, si osserva un'erosione dei diritti, dello stato di diritto e dell'equilibrio dei poteri a favore di esecutivi autoritari e normative repressive. L'articolo conclude che l'Europa e gli Stati Uniti, rispettivamente attraverso l'UE mercantilistica e un America suprematista, non sono più modelli di riferimento, riducendo la legge a mero strumento di repressione. Sommario ⬆️ -------------------------------- ⏹️ L’imposizione al mondo dei cosiddetti valori occidentali si traduce in un insieme di poteri culturali, economici e militari esportati, spesso senza chiedere il consenso dei destinatari.

🔹️ Il verbo consumistico, la mercificazione, il mercato globale. Le monocolture, la standardizzazione e la delocalizzazione delle produzioni.

🔹️ L’idolatria della competizione, l’appropriazione delle materie indispensabili a garantire lo stile di vita e il dominio dell’Occidente.

🔹️ E, ancora, l’accentramento decisionale in capo a soggetti che oltrepassano gli Stati, servendosi degli Stati stessi. Tutto ciò determina conflitti e violenze ed è propedeutico alle guerre.

🔹️ Un trasferimento coattivo, a volte ratificato da accordi dietro i quali si nascondono sudditanza e dipendenze storiche. A conferma del fatto che non esistono rapporti realmente paritari:

🔹️ Anzi, anche l’apparenza di governi legittimamente eletti serve a garantire sfere di influenza, libero accesso ai capitali e sfruttamento delle risorse, in cambio di privilegi riservati agli esecutivi locali e in nome di una democrazia ridotta a farsa.

🔹️ Altre volte i potentati locali sono corrotti, frutto di golpe o, peggio ancora, amministrano in modo autoritario, ma tutto questo conta relativamente.

🔹️ Da sempre, soprattutto l’Anglosfera, se ne è servita per i propri interessi geopolitici, per fomentare disordini, magari finanziando qualche cellula fondamentalista, fino a quando queste, potenziate da denaro e armi, non si sono rivolte contro di loro, perché non disposte a tollerare ingerenze esterne sul proprio modo di governare.

🔹️ Si pensi al fallimento della ventennale esperienza afghana, conclusasi con il ritorno dei talebani al potere. Si impongono così, ad esempio, costumi figli di interpretazioni fanatiche dell’Islam, come la sharia.

Continua ⤵️

Riassunto punti salienti

🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️

🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

Aug 23, 11:47 AMMore from @demgiulib

PERCHÉ PROPRIO GLI ALGORITMI?

Seconda parte – Imparare nuovamente a conoscere il mio corpo

La sentenza dell'ortopedico? non l'avevo digerita. Per niente.

E non era soltanto rabbia o delusione.

Conoscevo la danza, il movimento e soprattutto conoscevo molto bene il mio corpo. O almeno conoscevo il corpo prima dell'incidente. Perché dopo dovetti imparare a conoscerlo di nuovo. Non avevo rotto nulla. Eppure il mio corpo aveva subito un trauma enorme.

La dinamica dell'incidente era stata complessa. Mi erano venuti addosso sia da dietro che da davanti. In pratica un doppio incidente. L'auto era rimasta schiacciata tra le altre e quando arrivarono i soccorsi mi tirarono fuori dal tetto. Il motore era entrato nell'abitacolo. Avevo sbattuto le tibie sui pedali e le ginocchia contro il motore. Avevo preso il volante in faccia. La dentatura si era spostata e avevo rischiato di perdere i quattro denti anteriori dell'arcata superiore. Avevo sbattuto violentemente anche l'orecchio sinistro contro il finestrino e avevo perso una percentuale del mio equilibrio.

Per condurre una vita normale poteva sembrare poca cosa. Per una ballerina professionista non lo era affatto. Una piroetta, improvvisamente, era diventata un problema. Il mio baricentro era cambiato. L'anca destra aveva cominciato a scattare e non si muoveva più fluida come prima. La schiena compensava adattandosi agli scompensi.

Insomma, ero intera. Ma il mio corpo non funzionava più come quello che conoscevo.

Anche la dentatura diventò parte di questo percorso. Ebbi la fortuna di incontrare un dentista molto bravo che lavorava sull'occlusione. Riuscì a salvarmi i denti e, lavorando sul modo in cui chiudevano le arcate dentali, cominciò anche a riequilibrare alcuni degli scompensi che si erano creati nella postura in seguito al trauma. Fu un'altra scoperta. Il corpo non era un insieme di pezzi separati. Quello che accadeva da una parte poteva modificare l'equilibrio di altre parti.

Nel frattempo iniziò una battaglia legale che sarebbe durata dieci anni per ottenere il risarcimento dei danni provocati da un incidente di cui non ero responsabile e che aveva troncato sul nascere la mia carriera.

Ma mentre gli avvocati facevano il loro lavoro, io avevo il mio da fare. Dovevo e volevo recuperare il mio corpo. E soprattutto avevo bisogno di capire come funzionava adesso. Perché sapevo esattamente come mi muovevo prima. Conoscevo il mio equilibrio. La mia postura. I miei difetti. Sapevo dove cadeva il peso, come rispondeva un'articolazione, come partiva un movimento.

Ma adesso dovevo ricominciare e osservare tutto da capo.

Fu proprio in quel periodo che ebbi accanto un coreografo e per me maestro di vita molto importante: Franco Miseria.

Conosceva il mio talento, la mia grinta e anche la mia testardaggine. Fu lui a tirarmi fuori dal baratro profondo di depressione nel quale stavo precipitando, spronandomi a vedere qualcosa che io non avevo nessuna voglia di vedere. Avevo sempre immaginato il mio posto davanti al pubblico, sul palco. Non necessariamente come prima ballerina. Volevo semplicemente fare ciò che sentivo dentro: ballare.

Lui mi fece guardare oltre, dietro quel palco. Mi disse che possedevo una qualità che in pochi hanno. Avevo le qualità del maestro. E mentre una ballerina aveva davanti a sé pochi anni di vera carriera, il maestro poteva insegnare per anni e anni. Ma io non volevo fare il maestro. Io volevo ballare. Gli servì tutta la pazienza di questo mondo per farmi anche solo prendere in considerazione un'altra prospettiva. Alla fine ci riuscì.

Ricominciai a studiare e mi ritrovai all'interno di un laboratorio metodologico della danza, con due maestri eccezionali, tra i quali Paganini. E lì il mio mondo cambiò. Fino a quel momento avevo studiato il corpo per farlo danzare. Adesso cominciavo a studiare il movimento, la postura, l'equilibrio e l'impatto che un determinato esercizio aveva sui muscoli e sull'intero assetto del corpo.

Incontrai anche la danzaterapia. E scoprii che la danza poteva diventare uno strumento terapeutico. Poteva aiutare un corpo a recuperare delle capacità. Poteva diventare linguaggio. Così iniziai a sperimentare me stessa. Da una parte studiavo. Dall'altra osservavo quel corpo traumatizzato dall'incidente. Provavo un esercizio. Ascoltavo. Osservavo che cosa cambiava. Correggevo. Riprovavo.

Attraverso esercizi posturali provenienti anche dalla danza classica, rivisti e adattati alle mie necessità, iniziai poco alla volta a rimettere in equilibrio il mio corpo. E a dialogare con lui.

Ma quello che stavo imparando non rimase confinato al lavoro su di me. Ebbi la possibilità di lavorare attraverso la danza con bambini autistici. E quella fu un'altra esperienza importantissima. Perché lì non potevo semplicemente mettermi davanti a un bambino, mostrargli un movimento e aspettarmi che lo ripetesse. Dovevo trovare un modo per entrare nel suo mondo. Osservare. Capire come reagiva alla mia presenza, alla musica, al ritmo, a un movimento, a una richiesta.

Il linguaggio e le modalità di comunicazione che potevano funzionare con un bambino non autistico non necessariamente funzionavano con lui. Quindi dovevo cambiare il modo di comunicare. Il modo di proporre un esercizio. Dovevo aspettare una risposta, osservarla e da quella risposta capire che cosa fare dopo.

La danza diventava una scuola di linguaggio. Perché il corpo poteva dire qualcosa anche quando le parole non riuscivano ad arrivare. Un movimento poteva creare un contatto. Un ritmo poteva diventare un modo per incontrarsi. Ed è anche attraverso quelle esperienze che iniziai a creare i miei primi metodi di insegnamento. Non mi bastava applicare un esercizio imparato da qualcun altro e aspettarmi che funzionasse sempre nello stesso modo. Dovevo osservare la persona che avevo davanti.

Da una parte, quindi, avevo il mio corpo, che dopo l'incidente mi aveva costretta a imparare un linguaggio nuovo. Dall'altra avevo quei bambini, che mi stavano insegnando che non esiste un unico linguaggio per entrare in relazione con una persona e con il suo corpo. Allora non pensavo certamente agli algoritmi. E non vedevo nessun grande disegno. Stavo semplicemente vivendo un altro pezzetto della mia vita. Un altro pezzetto di quel puzzle che oggi riesco a guardare da una prospettiva completamente diversa.

Piano piano recuperai. E tornai a ballare, ma soprattutto iniziai a insegnare. Avrei continuato a farlo per moltissimi anni, attraversando stili diversi e arrivando poi alle danze caraibiche, che sarebbero diventate un'altra mia grande passione.

Ho continuato a ballare insieme ai miei allievi per anni.

Oggi ho 61 anni. Ho un corpo che ha ballato tantissimo e che porta inevitabilmente i segni di una vita trascorsa a muoversi. E ovviamente ho una schiena che non ha dimenticato quel grosso incidente d'auto. Non vivo in un corpo perfetto. Ma vivo in un corpo che conosco.

Negli anni ho costruito esercizi mirati per lui, ho imparato a riconoscere le sue risposte e a convivere con le problematiche che inevitabilmente si porta dietro.

E mentre imparavo ad ascoltare il corpo, un'altra tessera del puzzle stava per diventare sempre più importante: la comunicazione.

Da lì sarebbero arrivate altre strade, altri studi e, naturalmente, un altro bel bivio davanti al quale scegliere. Perché una vita lineare, evidentemente, proprio non faceva per me.

Arrivati fin qui, iniziate anche voi a vedere l’insieme del puzzle?

Continua...

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Geopolitica dell’India nel secolo XXI

Dopo decenni di non allineamento, la politica estera indiana, soprattutto con la salita al potere di Narendra Modi, ha effettuato una svolta decisiva con la nuova affermazione di una diplomazia economica (il cosiddetto “Made in India”) e la strategia del “Look East, Act East”. Nuova Delhi, di fatto, cerca nuovi spazi di manovra, sia a livello regionale che globale, per imporsi come attore fondamentale verso la sua idea di evoluzione multipolare.

L'autore: Daniele Perra

L'articolo completo: https://telegra.ph/Geopolitica-dellIndia-nel-secolo-XXI-08-22

Aug 23, 10:02 AMMore from @scf_italiano

PERCHÉ PROPRIO GLI ALGORITMI?

Prima parte – Il corpo e la voce

Ogni tanto incontro qualcuno che non vedo da anni. Persone che mi hanno conosciuta quando ballavo o cantavo, quando insegnavo. Qualcuno mi ricorda con Rita Pavone, o negli eventi che organizzavo, altri quando facevo la DJ. Altri ancora nei miei gloriosi anni da animatrice di karaoke, quando giravo per i locali a far cantare la gente.

Insomma, dipende da dove mi avete incrociata. 😄

E ovviamente, la prima cosa che mi chiedono è che cosa faccio oggi...

«Ho scritto due libri sugli algoritmi e lavoro sulla comunicazione con il corpo.»

Sguardo attonito che, tradotto, significa più o meno:

«Ma che cavolo c'entra?»

Già. Visto da fuori, lo capisco. Perché la mia vita, da quella prospettiva, sembra fatta di tanti pezzi che non hanno niente a che vedere l'uno con l'altro.

Lo pensava persino mia madre che non riusciva a capire questa figlia che passava dal ballo, al canto, agli studi di comunicazione, all'insegnamento.

Probabilmente, mentre vivevo tutte queste esperienze, il filo non lo vedevo chiaramente nemmeno io.

Oggi sì. Oggi, guardandomi indietro, vedo che quel filo non si è mai spezzato.

Corpo. Voce. Comunicazione. Sono sempre stati lì. Hanno semplicemente assunto forme diverse durante la mia vita.

Credo che la nostra anima sappia molte più cose di quelle che sappiamo noi mentre siamo impegnati a vivere. E credo che la mia, prima di arrivare qui, si sia anche divertita parecchio a progettare il percorso. Perché, francamente, un po' più lineare poteva anche farlo. Invece no.

Colpi di scena, battute d'arresto, ripartenze, porte che si chiudono proprio quando pensi di avercela fatta, altre che si aprono dove non avresti mai pensato di guardare. E scelte continue. Due strade davanti. A volte tre.

E io lì a decidere.

La mia vita tranquilla, lineare e prevedibile? Ma quando mai?

E non lo è nemmeno oggi.

Per questo, per raccontarvi perché proprio gli algoritmi, non posso cominciare dal 2020, quando li ho incontrati. Ma devo tornare molto più indietro.

A una ragazzina di tredici anni che amava la danza, faceva radio e ascoltava una musica che quasi nessuno dei suoi coetanei ascoltava. Perché credo che sia cominciato tutto molto prima di quanto io stessa abbia capito.

A tredici anni avevo già due grandi passioni: il corpo e la voce.

Ballavo e, contemporaneamente, avevo mosso i primi passi nel mondo della radio. Conducevo un programma pomeridiano in diretta con gli ascoltatori. Sì, ero piuttosto precoce. La radio mi affascinava moltissimo, ma ancora di più mi affascinava la musica. Ed ero una ragazzina un po' particolare anche in questo.

Correvo dietro ai DJ più quotati della zona, alcuni dei quali sarebbero poi diventati personaggi conosciuti anche a livello internazionale.

Ascoltavo sound di Philadelphia, funky, soul, R&B, pop. Persino i primi rap. E quando dico rap non pensate immediatamente a ciò che ascoltiamo oggi. Io ascoltavo i Public Enemy. Roba che pestava duro.

Senza saperlo, stavo già educando due strumenti che mi sarebbero stati utili per tutta la vita: il corpo e l'orecchio. Il ritmo lo sentivo fisicamente. La musica mi entrava dentro e diventava movimento. E la voce era l'altro grande territorio che volevo esplorare.

Appena ne ebbi la possibilità decisi quindi di entrare al Conservatorio. Volevo studiare canto. Naturalmente intorno a me cominciarono subito gli incoraggiamenti:

«Non ce la farai mai.» «Senza una raccomandazione lì dentro non entri.» «Entrano i figli delle famiglie importanti della città.»

Ottimo. Era esattamente il genere di frasi capaci di farmi venire ancora più voglia di provarci. C'era però un problema: avevo quindici anni e allora, a quell'età non potevi accedere direttamente allo studio del canto. Dovevo entrare con uno strumento e aspettare.

Ricordo ancora l'esame di ammissione. Uno degli esaminatori cominciò a battere sul tavolo con le nocche una lunga sequenza ritmica del Boléro di Ravel. Io ascoltai una volta. Poi lo guardai e ripetei sul tavolo esattamente quella sequenza, mantenendo ritmo, intensità e forza. Ricordo ancora le loro facce stupite. Mi dissero che avevo un orecchio musicale fuori dal comune. Ed entrai al Conservatorio con il massimo dei voti.

Peccato che io volessi cantare e invece mi ritrovai a scegliere uno strumento. Mi proposero di scegliere o violino o violoncello. Non mi interessava nessuno dei due. Ma scelsi il violino. Almeno quello riuscivo a portarmelo dietro senza trascinarlo.

Da lì cominciò la mia personale via crucis verso il canto. Pianoforte obbligatorio, con le mani che sui tasti non arrivavano mai dove avrebbero dovuto arrivare. Violino. Postura. Polso. Archetto. Esercizi interminabili girando per casa cercando di tenere quel benedetto violino tra mento e spalla nella posizione corretta.

Io studiavo tutto. Ma nella mia testa c'era un solo pensiero: prima o poi mi faranno cantare.

Finalmente arrivò quel momento. E mi sembrò di toccare il cielo con un dito. Per un attimo. Perché scoprii immediatamente un piccolo dettaglio che evidentemente non avevo considerato.

Quando io dicevo canto, pensavo alla mia musica, alla musica italiana, a quella straniera, alla musica che ascoltavo e che amavo.

Loro pensavano alla lirica.

Ops.

Mi dissero che, considerando le mie capacità e il fatto che studiavo anche danza, se proprio non mi interessava l'opera avrei potuto indirizzarmi verso l'operetta. Vicino avevamo il teatro di Trieste e, secondo loro, avrei avuto ottime possibilità di costruirmi una carriera.

Provai a immaginarmi lì. Mi vidi. E dentro sentii chiaramente:

«No. No. Non è questa la strada.»

Così, a diciassette anni, presi una delle prime decisioni importanti della mia vita. Con grande stupore degli insegnanti e ancora maggiore entusiasmo della mia famiglia – si fa per dire – deposi violino e archetto. Tante grazie. Anche no.

Dal Conservatorio arrivò praticamente una sentenza:

«Qui dentro non potrai mai cantare le canzonette.»

Va bene, grazie. L'avevo capito. Ma lasciare il Conservatorio non significò affatto lasciare il canto. Quello continuai a studiarlo privatamente, seguendo finalmente le strade che interessavano a me: jazz, espressività vocale e tutto ciò che negli anni mi avrebbe permesso di conoscere e utilizzare sempre meglio la mia voce. E infatti avrei continuato a cantare, esibirmi, incidere dischi.

Perché avevo lasciato il Conservatorio. Non la voce.

Intanto continuavo a ballare. E quella sì, pensavo, sarebbe stata la mia strada.

Arrivarono gli spettacoli, i teatri, l'esperienza nel corpo di ballo con Rita Pavone. Poi un provino importante. Fantastico. Lo superai. E finalmente arrivò il contratto con la Rai. Avevo vent'anni. Dopo anni di studio e lavoro avevo messo un piede esattamente nel posto nel quale avevo sognato di arrivare.

In quel periodo organizzai anche una manifestazione per raccogliere fondi per un bambino che doveva andare in America per un intervento alle cornee.

E la sera, tornando a casa proprio dopo quella manifestazione, ebbi un incidente d'auto. Un incidente serio. E lì la strada cambiò di nuovo.

In ospedale un ortopedico mi disse:

«Signora, lei non ballerà più a livello professionale. Se lo metta in testa. E fra qualche anno potrebbe ritrovarsi presto su una sedia a rotelle.»

Avevo vent'anni. Avevo appena firmato un contratto con la Rai. Avevo appena messo il piede dentro il mondo nel quale volevo entrare. E adesso dovevo tirarlo fuori.

D'istinto pensai: sti cazzi. Perché una cosa era certa. Conoscevo la danza. E soprattutto cominciavo a conoscere molto bene il mio corpo. Quello che ancora non sapevo era che proprio quell'incidente mi avrebbe costretta a scoprire quante cose si possono fare con un corpo quando inizi davvero ad ascoltarlo.

Volete sapere cos'è successo dopo? Perché, naturalmente, non è andata come aveva previsto l'ortopedico.

Continua...

Meteo 24-25 agosto: temporali più intensi sulle Alpi, coinvolta anche parte della Pianura Padana

https://www.meteotoscana.it/2026/08/meteo-24-25-agosto-temporali-piu-intensi-sulle-alpi-coinvolta-anche-parte-della-pianura-padana/

Aug 23, 09:21 AMMore from @meteotoscana

Ma non basta questo per astenersi dalla farsa delle elezioni?

Quanti compromessi si fanno e quanto si mente, anche all'interno dello stesso partito, pur di essere candidato e assicurarsi di lavorare poco, ricevere uno stipendio eccellente, godere di decine di benefit e avere un'ottima pensione?

Questa politica non è che lo specchio di una società pronta a tutto per i soldi!

Come sempre, dovete osservare i fatti e non le fesserie che troppi ripetono.

Per esempio, quanta gente conoscete che con voi "piange miseria" e vi convince a regalargli soldi, a fargli sconti e doni di ogni tipo e poi, dopo poco tempo, scoprite che quelle stesse persone, sempre pronte a lamentarsi dei soldi che affermano di non avere, partono per due o tre vacanze all'anno o fanno spese pazze?

Voi ne fate a stento una, perché vi fidate, aiutate, pensando che il mondo sia fatto a vostra immagine e somiglianza e, invece, sarete costretti a svegliarvi a suon di sberle, scoprendo che persino i vostri parenti non vi somigliano per niente!

Bisogna uscire dai luoghi comuni, tipo quello che se nascete nella stessa famiglia, per forza di cose, dovete avere dei punti in comune. È falso!

Le famiglie sono il luogo delle nostre prime prove, non associazioni di volontariato in stile gandhiano (e per favore, se citate Gandhi abbiate pietà e scrivete in modo corretto almeno il suo nome! Non ne posso più di leggere Ghandi! Si scrive Gandhi! Grazie).

Aug 23, 09:01 AMMore from @nandrar

NELLO STIPETTO L’INTEGRATORE NON FA EFFETTO Ogni tanto mi imbatto in qualche questione spinosa ed allora cerco di scrivere per fugare i dubbi. A questo giro voglio scrivervi rapidamente di una questione che riguarda alcuni miei clienti a volte anche affezionati. Magari mi scrivono per chiedere consigli, a volte per i prodotti a volte scrivo io a loro per sentire come sta andando. Mi accorgo a volte che qualcuno prende i miei prodotti e non li consuma, li tiene nello stipetto come fossero delle reliquie. E’ un peccato grave. Lo so che i miei prodotti sono leggermente più cari di quelli di Big Pharma ma in fatto di concentrazioni non ci sono competizioni. Inoltre se prendete i mie non date lavoro ai cinesi ma a persone che li producono su mia indicazione qui in Italia. Se non li prendete non possono farvi effetto wireless! Se avete dubbi una volta che li avete in mano scrivetemi, telefonateci. Io e il mio fidato Max rispondiamo a tutti. Salvo proprio i giorni sotto ferragosto abbiamo risposto sempre! Può succedere che uno prenda magari un prodotto che per lui è indigesto. Può succedere ma chiamatevi che io dopo 25 anni di farmacia conoscono 100 trucchi per aiutarvi, cose che voi manco immaginate. Possono verificarsi tanti inghippi. Basta un messaggio e vi aiutiamo. Non siate avari, prendete i prodotti che di certo vi cambiano la vita. Tenerli lì nello stipetto non ha senso e non vi fanno nulla. Agite, prendeteli con disciplina. Se seguite tutte le indicazioni che vi do qui sul canale e correggete alimentazione ed integrazione starete sempre sani lontani dai medici della mutua vaccinatori!

⚠️ SE CI TOLGONO IL CONTROLLO DEL CIBO, COSA CI RESTA DAVVERO? ORA TOCCA A NOI DIFENDERE LA SOVRANITÀ ALIMENTARE❗️ Andrea Caldart

🔴 Il 14 maggio 2026, l'associazione ALU, in collaborazione con CitizenGO, ha lanciato una petizione ai Ministri Lollobrigida e Foti per difendere la sovranità alimentare italiana. L'iniziativa, promossa da Andrea Caldart, denuncia la contraddizione dell'UE che impone rigidi costi e controlli agli agricoltori nazionali mentre facilita l'importazione di prodotti da Paesi con standard inferiori, come evidenziato dall'accordo UE-Mercosur. L'autore avverte del rischio di dipendenza dalle importazioni e della perdita del patrimonio agricolo e culturale, invitando i cittadini a firmare per proteggere il diritto di decidere cosa mangiare e sostenere i produttori locali contro decisioni percepite come ingiuste e lontane dai territori. Sommario ⬆️ ------------------------------------- ⏹️ Non è soltanto una questione di agricoltura e non riguarda esclusivamente gli allevatori, i campi, le aziende agricole o ciò che troviamo sugli scaffali del supermercato.

🔸️ A promuovere questa iniziativa è CitizenGO, che il 14 maggio 2026 ha lanciato la petizione rivolta al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e al Ministro degli Affari Europei Tommaso Foti, in collaborazione con l’Associazione Libera-mente Umani ALU.

🔸️ Una collaborazione che nasce dalla consapevolezza che la questione della sovranità alimentare non può essere lasciata confinata agli addetti ai lavori.

🔸️ Non è una battaglia che riguarda soltanto il mondo agricolo, ma una questione che coinvolge direttamente cittadini, famiglie, consumatori e territori e riguarda il diritto di decidere cosa mangiamo e il futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli, futuri cittadini di domani.

🔸️ Quando un Paese perde progressivamente la capacità di produrre, scegliere e proteggere il proprio cibo, non sta perdendo semplicemente un settore economico.

🔸️ Sta cedendo una parte fondamentale della propria sovranità alimentare. Perché il cibo non è una merce qualunque, il cibo è vita, salute, lavoro, cultura e identità.

🔸️ Per questo non possiamo permettere che decisioni lontane dalla vita quotidiana delle nostre famiglie, delle nostre campagne e dei nostri territori, mettano in secondo piano chi ogni giorno produce il cibo che arriva sulle nostre tavole.

🔸️ L’Italia possiede un patrimonio agricolo e alimentare straordinario. Dietro ogni prodotto ci sono agricoltori, allevatori, pescatori, famiglie e imprese che custodiscono conoscenze tramandate per generazioni. Difendere la sovranità alimentare significa difendere loro, ma significa soprattutto difendere noi stessi.

🔸️Perché la domanda che dovremmo porci è semplice, ma inquietante: vogliamo davvero diventare sempre più dipendenti dalle decisioni altrui per qualcosa di essenziale come il nostro cibo?

Continua ⤵️

Riassunto punti salienti

🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️

🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

Aug 23, 08:40 AMMore from @demgiulib

Dimmi Come si elude Il nulla delle nebbie, L'ardere del sole, Il passare degli anni.

Dimmi se è vero Che al cessare Dell'immaginazione Cessa la vita.

Queste nostre gioie, Queste nostre tristezze, Finiranno In un giorno fugace, E allora dimmi Cosa resta dopo.

Dimentico Che tutto scorre, E in questo oblio della memoria Son vivo. Ma dimmi allora Perché quando ricordo Mi sento svanire.

Cos'è questa condanna A dissolvere? Dimmelo adesso, Dimmelo prima che il tempo Divori anche te.

NikeHolos

Aug 23, 08:38 AMMore from @poesiamo

Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio #Tajani annuncia tra le priorità di Forza Italia per la prossima legge di Bilancio la detassazione delle tredicesime "fino al 100%, se possibile" e la riduzione della pressione fiscale sul ceto medio. Tra le proposte: Irpef al 33% fino a 60mila euro, flat tax incrementale al 5%, detassazione di straordinari e premi di produttività, cashback immediato sulle spese sanitarie e abolizione del bollo auto.

@UltimoraPolitics24

Anni di follie woke e ora dicono di voler fare marcia indietro. Ma i danni che hanno fatto al dibattito pubblico, al mondo dell'arte e della cultura, al linguaggio, persino a livello scolastico, sono innumerevoli.

Non vi crede nessuno.

Aug 23, 07:50 AMMore from @matbrandi

Un vecchio dogma della biologia diceva che con i neuroni con cui nasci ci fai tutta la vita e possono solo degenerare, poi si è scoperto che non è vero, certe aree del cervello producono nuovi neuroni oltre i 90 anni. Oggi si scopre che le cellule gliali, cioè la struttura di supporto e nutrimento del sistema nervoso, hanno la capacità di riprodursi non solo localmente ma, quando un'ampia area è danneggiata le cellule sane (astrociti) alla periferia allungano i loro bracci all'interno della zona e fanno scivolare i nuovi nuclei cellulari appena duplicati lungo queste estensioni, come su una ferrovia, per ripopolare il tessuto cerebrale da grande distanza. Questo processo serve a ricostruire attivamente le reti che nutrono i neuroni e regolano il flusso sanguigno, una capacità di autoriparazione che si riteneva impossibile per il sistema nervoso adulto. La ricerca fa riferimento a danni da traumi e "malattie", ma la necrosi gliale è senza dubbio molto più frequente per le numerose Fasi Attive quotidiane...

Aug 23, 07:08 AMMore from @magazine5lb

LA TRUFFA DELL'OBBLIGO VACCINALE

Ormai le fazioni sono schierate. Da una parte i NOVAX, che rifiutano in toto le vaccinazioni ed i SIVAX che si farebbero tutti i vaccini del mondo ma c'è anche una percentuale gigantesca non solo di ESITANTI, che magari fanno qualche vaccino ma non tutti oppure spostano l'età di somministrazione, ma anche di REMISSIVI PER NECESSITA' cioè coloro che hanno ceduto o cedono al ricatto perché pensano che l'unica alternativa al ricatto sia il martirio cioè di perdere il lavoro, subire la sanzione, emarginare il figlio a scuola ma anche la pressione sociale da parte di parenti, conoscenti, colleghi o persone a loro vicine. Oppure più semplicemente non vogliono problemi o discussioni con nessuno.

Il segreto per scardinare questa dinamica non è colpevolizzarli o deriderli, ma aiutarli ad alzare la testa attraverso la logica della procedura. Per prima cosa va chiarita la truffa. Bisogna far capire a chi accetta la vaccinazione che, firmando il modulo standard in bianco, si sta assumendo tutta la responsabilità civile e penale di eventuali danni, sollevando di fatto lo Stato, il medico e chi ha costretto alla vaccinazione (che sia Legge o fuori Legge). Quando ti presenti ad un trattamento sanitario imposto da una norma o da un ricatto economico, la tua è una scelta condizionata, non una libera scelta. Il sistema, tuttavia, cerca di sanare questa forzatura pretendendo una firma "pulita" sul modulo di consenso informato standard, che serve a certificare falsamente che tu stia agendo di tua spontanea volontà. Questa è la distinzione giuridica e concettuale fondamentale: l'adempimento fisico dell'atto non equivale all'accettazione intima e cosciente dell'atto stesso.

La figura del medico nasce storicamente come un baluardo a tutela della salute e dell'integrità della persona, non come il braccio esecutivo di un ufficio amministrativo, di un decreto non conforme o della volontà politica. Il medico avrebbe dovuto tutelare i tuoi diritti (il diritto alla libertà di cura) e, contemporaneamente, i suoi diritti (l'autonomia e l'indipendenza della professione). Essere contro l'obbligo di un atto medico, come lo sono anche i vaccini, non vuol dire essere contro i vaccini, ma davanti ad una coercizione palese, l'intera categoria avrebbe dovuto alzare le braccia e dire "No". Qui avrebbero potuto applicare l'OBIEZIONE DI COSCIENZA, cioè quando un medico rifiuta di prestare la propria opera di fronte ad una richiesta di intervento che sia contraria ai propri principi etici. Pretendere una firma "pulita" da un paziente che si sa essere costretto è un atto di codardia giuridica. Il medico sa che l'atto è imposto, ma vuole che il foglio dica il contrario per poter dire un domani: "Nessuno lo ha costretto, ha firmato lui". È il tentativo di ripulirsi la coscienza ed il casellario giudiziale a spese della vittima del ricatto.

Cosa si può fare? Si può puntualizzare per iscritto che si cede all'atto solo perchè sotto coercizione, cioè con la RISERVA DI FIRMA SUL CONSENSO INFORMATO ed è l'unico modo per ristabilire la verità storica e giuridica della situazione. Non stai dicendo che non ti vaccini o non vuoi firmare il consenso al medico ma stai dichiarando che "sei costretto a farlo, seppur non vorresti ma lo fai lo stesso".

SII CONSAPEVOLE, SII LIBERO

Alessandra Ghisla - Consulente con studi di Diritti Naturali dell’Essere Umano e tecniche di difesa in Autotutela del Cittadino Italiano

LEGGI QUI ---> https://www.tuteladirittosoggettivo.it/forum/topic/giocano-sullobbligo-vaccinale-ci-giochiamo-anche-noi/#postid-531

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🔥 TIRZEPATIDE: DOPO AVER PERSO MOLTO PESO, COSA SUCCEDE SE RIDUCIAMO LA DOSE O SOSPENDIAMO?

Questa, secondo me, è una delle domande più importanti nell’era dei GLP-1.

Sappiamo ormai che farmaci come tirzepatide possono produrre perdite di peso impressionanti.

Ma il vero problema arriva dopo: 👉 dobbiamo continuare per sempre alla dose massima? 👉 possiamo ridurre la dose? 👉 e cosa succede se sospendiamo?

Lo studio SURMOUNT-MAINTAIN, pubblicato su The Lancet, ha cercato di rispondere proprio a questo.

Dopo 60 settimane di tirzepatide, 378 persone che avevano risposto al trattamento e tolleravano almeno 10 mg sono state randomizzate a tre strategie: 💉 continuare tirzepatide 10–15 mg

💉 ridurre la dose a 5 mg

⛔ sospendere tirzepatide e passare a placebo.

E dopo altre 52 settimane le differenze erano notevoli.

Rispetto al peso di partenza, la perdita complessiva rimasta era:

🔥 −21,9% continuando 10–15 mg

🔥 −16,6% riducendo a 5 mg

⚠️ −9,9% passando al placebo.

Ma c’è un dato che racconta ancora meglio cosa è successo. La necessità di ricorrere nuovamente alla terapia per un importante recupero ponderale si è verificata nel:

👉 8% di chi aveva continuato 10–15 mg 👉 25% di chi era sceso a 5 mg 👉 67% di chi aveva sospeso.

Tradotto: due persone su tre nel gruppo che aveva sospeso hanno avuto un recupero ponderale sufficientemente importante da richiedere una terapia di salvataggio.

Questo studio ci dice quindi qualcosa di molto importante: l’obesità non finisce quando abbiamo perso i chili.

La fase più difficile può essere proprio mantenere ciò che abbiamo ottenuto.

Ma attenzione a non trasformare questi risultati nell’affermazione:

❌ “Chi prende tirzepatide deve assumerla alla dose massima per tutta la vita.”

Lo studio NON dimostra questo.

I partecipanti randomizzati erano persone che avevano già risposto al farmaco e tollerato almeno 10 mg. Inoltre la riduzione a 5 mg, pur essendo meno efficace della dose piena, ha comunque consentito di mantenere una parte importante della perdita ponderale.

Ed è proprio questo, per me, il dato clinicamente più interessante.

Forse in futuro non parleremo semplicemente di “continuare o sospendere”, ma di trovare per ciascun paziente la minima dose efficace di mantenimento, insieme ad alimentazione, attività fisica, protezione della massa muscolare e cambiamento dello stile di vita.

💰 CHI HA FINANZIATO LO STUDIO? Eli Lilly, l’azienda produttrice di tirzepatide.

Come sempre, il finanziamento industriale non invalida automaticamente un RCT, ma è un potenziale conflitto d’interesse che deve essere dichiarato e considerato nell’interpretazione dei risultati.

📚 LO STUDIO Horn DB et al. Tirzepatide for maintenance of bodyweight reduction in people with obesity in the USA (SURMOUNT-MAINTAIN): a multicentre, double-blind, randomised, placebo-controlled trial. The Lancet. 2026;407:2305–2318.

🔥 IL MESSAGGIO DA PORTARSI A CASA: La domanda non è più soltanto: “Quanto peso riesco a perdere con tirzepatide?”

La domanda molto più interessante è: “Una volta raggiunto il risultato, qual è la strategia minima necessaria per mantenerlo?”

Ed è qui che, secondo me, comincia la vera medicina personalizzata dell’obesità.

ANALIZZIAMO le DIETE più in VOGA degli ULTIMI ANNI - AlimentAzione EP.5

📅 Lunedì 24 Agosto 🕘 Ore 21:00 🎙Con Arkhan, Nyk e Matteo Natura 📺 In diretta sul canale YouTube Neomondismo

Paleo, chetogenica, carnivore, plant-based: negli ultimi anni il mondo dell’alimentazione è stato attraversato da modelli, mode, claim e promesse spesso presentate come verità definitive.

C’è chi propone il "ritorno agli antenati", chi elimina i carboidrati, chi punta tutto su carne e proteine, chi invece vede nel vegetale la sola via possibile.

Ma qual è il punto? Funzionano davvero? Sono vie naturali o nuove gabbie ideologiche? Aiutano l’essere umano a ritrovare equilibrio o alimentano soltanto altra confusione?

In questa nuova live neomondista, Arkhan e Nyk di nuovo insieme all'amico e fratello di fede Matteo Natura, analizzeranno le principali diete oggi più discusse, distinguendo ciò che può avere senso da ciò che diventa moda, dogma, marketing o identità alimentare.

Non per sostituire una religione alimentare con un’altra, ma per tornare alla domanda essenziale: che cosa è davvero adatto alla natura dell’essere umano?

Parleremo di corpo, energia, salute, istinto, condizionamenti culturali, industria alimentare e sovranità personale.

Vi aspettiamo in diretta!

https://www.youtube.com/watch?v=QganMaqchz8

Aug 22, 08:50 PMMore from @neomondismo

⚠️ MYKHAILO FEDOROV È L’UOMO DI TRUMP PER SOSTITUIRE ZELENSKY❓️ Lee Morgan

🔴 L'articolo sostiene che l'amministrazione Trump miri a rimpiazzare Zelensky con Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa, per facilitare una pace accettabile per Mosca. Il testo afferma che Zelensky non avrebbe più autorità legale per firmare accordi a causa della scadenza del mandato nel maggio 2024 e accusa Washington di utilizzare l'agenzia anticorruzione NABU per indebolire il suo staff. La proposta di elezioni anticipate da parte di Fedorov viene descritta come propaganda irrealizzabile durante il conflitto, mentre il generale Zaluzhnyj, favorito da Londra, non gode del gradimento di Trump. Sommario ⬆️ ----------------------------------------- ⏹️ Che Volodymyr Oleksandrovyč Zelens’kyj sia nel mirino della Casa Bianca lo si era intuito già il 28 febbraio 2025 quando incontrò Trump nello Studio Ovale della Casa Bianca a Washington.

🔸️ Sconfitta elettoralmente l’Amministrazione dei DEM, gli States hanno attivato una tattica di “disimpegno” dal conflitto ucraino, da loro voluto fin dal 2014 quando appoggiarono le milizie neonaziste per il golpe di Maidan.

🔸️ Astutamente Trump ha capitalizzato questo disimpegno trasformandolo in un ottimo business: non più forniture gratuite di armi ma loro vendita (a prezzi gonfiati) ai “gonzi” europei che ancora sognano l’esercito ucraino vittorioso e la Russia, sconfitta e umiliata.

🔸️ È innegabile che l’assistenza strategica americana nella intelligence che permette di colpire in profondità il territorio russo continui tutt’ora, tuttavia questo è il minimo dovuto da Washington.

🔸️ La politica di Trump è quella di “sbarazzarsi” di Zelensky, illegalmente al potere dalla scadenza del suo mandato presidenziale: 20 maggio 2024.

🔸️ Questa politica è motivata da suoi rancori personali con Zelensky che durante le elezioni presidenziali americane del 2022, impedì che la magistratura ucraina fornisse le prove di corruzione del figlio di Biden che portò alla sconfittta di Trump.

🔸️ Dopo il clamoroso fallimento dell’offensiva del 2023, l’Ucraina ha perso ogni possibilità di vittoria. Continuare a sostenerla attivamente non ha più senso e rischia di creare un conflitto diretto tra Stati Uniti e Russia e ciò non può che essere la reciproca distruzione nucleare.

🔸️Anche la Gran Bretagna si sta muovendo verso il dopo Zelensky promuovendo l’ex Capo delle Forze Armate ucraine e attuale Ambasciatore a Londra: Valerij Fedorovyč Zalužnyj.

🔸️ Purtroppo Zalužnyj non sembra gradito a Trump ed ecco che nelle ultime settimane si rafforza l’ipotesi che la Casa Bianca abbia scelto l'uomo da porre alla Presidenza nell’Ucraina post conflitto: l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov.

Continua ⤵️

Riassunto punti salienti

🔵 Vi invitiamo a seguirci per mantenervi informati su importanti temi di geopolitica, o altro e su riflessioni ad ampio raggio❗️

🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA 👉  Canale Libertà e democrazia

Aug 22, 08:32 PMMore from @demgiulib

🇪🇺 #Ue – Germania, Italia, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna sollecitano una tassa comunitaria sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, secondo una lettera visionata dall’Afp. L’iniziativa, promossa dal ministro delle Finanze tedesco Lars #Klingbeil, sarà proposta all’ordine del giorno della riunione Ecofin di Dublino il mese prossimo.

@UltimoraPolitics24

@frasiStoriche #frasiDeiFilm 🎥 C'era una volta a... Hollywood 📆 2019 👤 Margot Robbie (Sharon Tate)

- Ragazza: Ehi Rubin, vieni qui. E' la ragazza della Valle delle Bambole. - Rubin: Patty Duke? - Ragazza: No, quell'altra. - Rubin: Quella di Peyton Place? - Ragazza: No, quell'altra. - Sharon: Quella che finisce a fare i film sporchi. - Rubin: Ah...

👫 Invita Amici

Aug 22, 07:09 PMMore from @frasistoriche

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Aug 22, 06:32 PMMore from @qualnotebook